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Il patron di Wanda "bloccato" in Cina: crolla il titolo in borsa

Sembra sia caduto in disgrazia Wang Jianlin, uno degli uomini più ricchi della Cina, già finito nel mirino per l'eccessivo ricorso ai debiti per finanziare la sua espansione sui mercato occidentali. In Italia è noto perchè controlla Infront, l'advisor della Lega nella gestione dei diritti della Serie A.

L'espansione di Wanda negli ultimi anni sembrava inarrestabile. Le acquisizioni nel mondo dello sport e dell'entertainment si succedevano di mese in mese, in un crescendo che sembrava inarrestabile. Fino all'intervento del governo cinese, che pochi mesi fa ha dato lo stop agli investimenti all'estero delle grandi società del paese, e ha messo nel mirino lo stesso gruppo Wanda, accusato di aver fatto ricorso a un indebitamento eccessivo per sostenere le acquisizioni.

In questo quadro, ieri è emersa la notizia del "fermo" di Wang Jianlin, che si sarebbe apprestato a volare a Londra su un aereo privato con la famiglia. L'uomo non sarebbe agli arresti, ma i vertici del partito gli avrebbero imposto di non lasciare il paese.

Notizia smentita dai vertici del gruppo, secondo cui ormai da settimane questi rumors vengono diffusi ad arte per screditare la societò. Ma accolta come reale dalle borse internazionali, che hanno visto il crollo dei titoli della holding Wanda. Di sicuro durante l'estate Wang aveva dato il via libera alla cessione di parte del proprio portafoglio immobiliare per finanziare il debito, per un ammontare complessivo di 7,7 miliardi di euro. Altro segnale di inversione di tendenza, che collegato alle ultime notizie in arrivo dalla Cina sul patron, lasciano intendere che l'atteggiamento del "partito" nei confronti di uno dei campioni del mercato interazionale è cambiato.

Secondo Alberto Rossi, analista della Fondazione Italia-Cina “La fuga dei capitali ha portato a un calo delle riserve in valuta estera, che a gennaio sono scese sotto la soglia psicologica di 3mila miliardi di dollari. La preoccupazione sulla tenuta del sistema finanziario è cresciuta via via, i controlli sugli scambi di valuta estera si sono intensificati, tanto che nei primi sette mesi del 2017 gli investimenti oltre confine hanno riportato un calo del 44%. Nel mirino sono finiti gli investimenti irrazionali in settori come l’immobiliare, l’intrattenimento, il cinema e lo sport”.