Emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano: il Design Thinking non è un semplice metodo creativo, ma uno strumento efficace per le organizzazioni nell’affrontare la complessità.
Le organizzazioni che integrano efficacemente il Design Thinking sperimentano più innovazione, collaborazione e agilità nel rispondere ai cambiamenti del mercato.
Ai singoli individui, l’utilizzo del Design Thinking permette di costruire senso e coinvolgere meglio le persone. E per i team, le pratiche di Design Thinking sono un aiuto per affrontare con maggiore efficacia le sfide, scomponendo la complessità in passaggi gestibili e rafforzando l’azione collettiva attraverso risultati tangibili.
“Spacchettare e fare framing dei problemi”
Ma per supportare l’adozione del Design come leva strategica, superando lo scetticismo, bisogna fornire risultati tangibili sull’efficacia del modello, coinvolgere la leadership in progetti design-driven e garantire una formazione continua adeguata.
Quando si presenta un’opportunità, ottenere il consenso e il sostegno delle persone è fondamentale per aumentare la probabilità di un’implementazione di successo. Il linguaggio utilizzato nella narrazione crea risonanza con il pubblico, cioè un’interpretazione in cui le informazioni trasmesse dalle cornici linguistiche si allineano con credenze, aspettative, comprensioni e valori del pubblico.
“La prima difficoltà che una persona affronta in contesti complessi è dare un senso alle cose – sottolinea Stefano Magistretti, Direttore dell’Osservatorio -. Il design permette di ‘spacchettare’ e ‘fare framing’ dei problemi definendo i perimetri e indirizzando le azioni”.
“Adottare la dinamica delle small win”
“Le sfide in un contesto molto dinamico sono articolate, coinvolgono stakeholder con priorità differenti e non sempre hanno una soluzione univoca – aggiunge Paola Bellis, Direttrice dell’Osservatorio -. Diventa quindi difficile per le persone muoversi. Attraverso la dinamica delle small win, abbiamo visto come le pratiche incrementali possano aiutare le persone ad approcciare problemi complessi a piccoli passi, riuscendo ad avere risultati complessi pur restando flessibili”.
Per esplorare come i leader possano gestire i problemi complessi sfruttando le pratiche di design, e ottenere quindi piccoli successi che contribuiscono all’innovazione, l’Osservatorio ha organizzato un laboratorio ‘sul campo’ per comprendere come affrontare la sfida della scarsità d’acqua sfruttando gli strumenti di GenAI e successivamente intuito e capacità dei partecipanti attingendo all’intelligenza collettiva.
GenAI e intelligenza umana: due pratiche complementari per affrontare le sfide
Lo studio ha rivelato come le pratiche divergano tra l’uso della GenAI o esclusivamente con l’intelligenza umana.
La collaborazione guidata dalla GenAI ha portato velocità, struttura e tante idee, spesso a scapito di un coinvolgimento critico, poiché i partecipanti dipendevano dalla tecnologia per il ragionamento individuale.
Al contrario, le interazioni esclusivamente umane hanno favorito un dialogo più ricco e una comprensione personale, sebbene le interazioni erano ricche di critiche reciproche e le idee più personali.
Ciò suggerisce che a seconda della natura della sfida e del valore strategico di ogni fase decisionale, le organizzazioni possono decidere quando sfruttare il supporto tecnologico e quando affidarsi alla collaborazione umana.