Second Hand: cosa hanno comprato e venduto sul web gli italiani nel 2025?

Tra tecnologia, intrattenimento e lifestyle, il mercato dell’usato è sempre più dinamico e consapevole.
Il 2026 è ufficialmente iniziato e come da tradizione, oltre a stilare i buoni propositi per l’anno nuovo, si guarda all’anno passato per capire cosa ha funzionato e cosa meno.

E proprio come YouTube, la famosa piattaforma musicale che ogni anno racconta le abitudini dei suoi utenti, anche Wallapop, la piattaforma per la compravendita di prodotti second hand, ha analizzato i dati del 2025 per scoprire quali sono stati gli oggetti più comprati e venduti e quali categorie hanno registrato la maggiore crescita nel suo personale Wrapped 2025.

I più desiderati iPhone, Nintendo Switch, bamboline Monster High

Tra gli oggetti di seconda mano più venduti su Wallapop nel 2025 al primo posto si confermano gli iPhone, un’opportunità concreta sia per chi vuole risparmiare sia per chi vuole passare al nuovo modello, e ottenere un guadagno utile per finanziarne l’acquisto.

Al secondo posto si posiziona la Nintendo Switch, che grazie alla sua versatilità e alla possibilità di coinvolgere giocatori di tutte le età, risulta protagonista indiscussa del mondo gaming anche nell’anno passato.
Al terzo posto, per i più nostalgici, ci sono poi le bamboline Monster High.

Tecnologia e gaming le più cercate

Chiudono la classifica dei Top 4 gli orologi, sempre apprezzati sia come accessori di stile sia come oggetti che nel tempo acquistano valore.
Per quanto riguarda gli articoli più cercati, la classifica vede ancora una volta protagonisti gli iPhone e la Nintendo Switch, confermando l’interesse costante degli utenti verso la tecnologia e il gaming.

Al terzo posto si posiziona però la PS5, una delle console più amate, che continua ad attirare l’attenzione degli utenti per la grande quantità di giochi di cui dispone.

Non solo Tech, anche Moda e Casa

Comprare e vendere su piattaforme di second hand si conferma quindi una scelta concreta e sostenibile, che sempre più persone scelgono di adottare. L’usato per molti infatti rappresenta un modello di consumo più responsabile perché contribuisce allo sviluppo di un’economia circolare.
Tra le categorie che hanno visto una crescita maggiore nel 2025, al primo posto non sorprende trovare Tecnologia ed Elettronica, trainate dalla continua evoluzione dei dispositivi e dalla crescente attenzione verso il tech second hand.

Ma dopo i prodotti tech si posizionano Moda e Accessori, una categoria sempre più centrale per chi sceglie uno stile consapevole senza rinunciare alle tendenze.
Per finire, anche Casa e Giardino, categoria che riflette il desiderio di rinnovare e personalizzare gli spazi domestici con soluzioni sostenibili e accessibili.

Amazon: cosa hanno chiesto gli italiani ad Alexa nel 2025?

In questo periodo le richieste ad Alexa, l’assistente vocale di Amazon, hanno alternato grandi domande e bisogni quotidiani. E Amazon svela quelle più frequenti nel 2025, fotografando un’ampia varietà di argomenti di tendenza che in Italia hanno caratterizzato l’anno.

Alexa è sempre pronta ad aiutare, e anche quest’anno è stata al fianco dei milioni di utenti italiani che ogni giorno le rivolgono le domande più disparate, dallo spazio ai fornelli, dal gossip allo sport fino alla musica.

Dalla Torre Eiffel a dove vive Babbo Natale

Da un lato, lo sguardo si è alzato verso il cielo e la curiosità si è posata sulle misure che raccontano il mondo: “Quanto dista la Luna dalla Terra?”, “Quanto è alta la Torre Eiffel?” e “Quante persone popolano la Terra?”. Dall’altro, l’attenzione si è spostata sulla vita di tutti i giorni, con domande come “Per quanto tempo cuocere un uovo sodo?”

Sul fronte dell’attualità economica, gli italiani hanno chiesto “Qual è il valore di Bitcoin?”, e a completare il quadro, l’immaginario magico tipico della stagione invernale: “Dove vive Babbo Natale?”.

Le celebrità sono sempre al centro dell’attenzione

In cima alla classifica delle domande più ricorrenti sui personaggi famosi, sull’onda della conduzione dell’ultima edizione del Festival della canzone italiana spicca “Quanto è alto Carlo Conti?”, o “Con chi è sposato Jeff Bezos?” per il matrimonio celebrato proprio quest’anno in Italia, o ancora, “Qual è il patrimonio netto di Elon Musk?”, protagonista abituale delle cronache tra tecnologia e finanza.

Le celebrità sono sempre al centro dell’attenzione, cantanti come Marcella Bella, dopo il grande ritorno sul palco di Sanremo, attrici e attori come Eleonora Giorgi e Roberto Benigni, e volti noti della TV come Michelle Hunziker rientrano tra i protagonisti delle domande più richiesti.

Musica e sport, Cuoricini e Cristiano Ronaldo

Sul fronte musicale, Olly debutta direttamente al primo posto come artista più ascoltato tramite Alexa e Amazon Music, mentre Cuoricini, dell’ormai ex duo Coma Cose, è il brano più richiesto dell’anno, non a caso uno dei tormentoni più amati del 2025.
Chiude il quadro il mondo dei podcast. A guidare è La Zanzara, appuntamento quotidiano che intercetta dibattiti e attualità.

Passando dalla musica allo sport, le domande sul calcio sono le più gettonate, seguite da quelle che riguardano la Formula 1 e il tennis.
L’attenzione degli utenti si è inoltre concentrata su alcuni dei grandi protagonisti della scena calcistica, alla ricerca di curiosità e informazioni, con Cristiano Ronaldo e Lionel Messi in testa.

Perché tanti giovani finiscono a cercare un impiego nel dark web

C’è un mondo parallelo, nascosto dietro pochi clic, dove si cercano e si offrono lavori come in un normale portale di annunci. Solo che lì, nel dark web, “normale” non è quasi nulla.
Kaspersky, con il suo report “Inside the dark web job market: their talent, our threat”, ha provato a sbirciare dietro le quinte e il quadro che emerge è sorprendente: nei primi mesi del 2024 i curriculum e le offerte pubblicate sui forum clandestini sono raddoppiati rispetto all’anno precedente, e nel 2025 il ritmo è rimasto lo stesso.
È un mercato oscuro ma vivacissimo, che attira soprattutto i più giovani.

Una generazione che si affaccia nel posto sbagliato

L’età media di chi manda un curriculum nel dark web? Appena 24 anni. E non mancano neanche gli adolescenti, spesso attratti dall’idea di guadagni immediati e dalla sensazione – un po’ illusoria – che lì contino solo le capacità, non i titoli, né tantomeno i colloqui formali. Insomma, un “lavoro facile” che facile non è affatto.

Cosa si fa davvero nel dark web
Non tutto è illegale, ma la maggior parte sì. È un ecosistema che funziona quasi come una grande azienda parallela. Le figure più cercate sono: gli sviluppatori (17% delle posizioni) che creano strumenti d’attacco; i p enetration tester (12%) che cercano falle nelle reti; i riciclatori di denaro (11%) che muovono soldi sporchi. Chiudono questa singolare classifica i carder (6%) che lavorano sui dati di pagamento rubati e i traffer (5%) che portano le vittime dritto nelle trappole online.

La cosa più impressionante? Il 69% dei candidati non indica nemmeno un settore preferito: “basta che paghi”, sembra dire la maggior parte.

Uomini e donne, due percorsi diversi

Kaspersky nota anche una certa distinzione di genere: molte donne puntano su ruoli che prevedono un contatto umano, come assistenza o supporto clienti; gli uomini invece tendono a orientarsi verso lo sviluppo, il cybercrime finanziario e altre attività più tecniche.

Stipendi alti, rischi ancora più alti

C’è chi guadagna parecchio: un reverse engineer può portare a casa più di 5.000 dollari al mese, un penetration tester circa 4.000, uno sviluppatore intorno ai 2.000. I truffatori vengono pagati a percentuale: fino al 50% per i traffer.

Sul momento può sembrare un affare, ma ignorare le conseguenze significa giocare col fuoco: rischi penali, reputazione distrutta, porte chiuse per sempre.

Attenzione ai “talenti” giovanissimi

“Molti entrano nel dark web convinti che funzioni come il mercato del lavoro legale, ma non capiscono i pericoli”, spiega Alexandra Fedosimova, analista Kaspersky. Proprio per questo l’azienda invita genitori, insegnanti e comunità a non sottovalutare segnali o messaggi sospetti.

E, soprattutto, a ricordare ai ragazzi che esistono percorsi sani e stimolanti per chi ama smanettare con il codice o scoprire come funziona un sistema informatico. Tra questi il progetto “What we should do with kids who hack”, che prova a trasformare la curiosità dei giovani in una spinta positiva verso la cybersecurity. Il talento, insomma, merita una strada pulita.

Ristorazione in catena, la sua forza è la pausa pranzo (e la GenZ)

Secondo i dati elaborati da TradeLab emersi durante l’Aigrim Day 2025, il forum annuale della ristorazione in catena organizzato da AIGRIM-FIPE Confcommercio, nel 2024 il mercato italiano del Food&Beverage fuori casa valeva 101 miliardi di euro. Con 10 miliardi di euro a valore la ristorazione in catena vale circa il 10% di questo mercato.

Sul totale delle occasioni di consumo fuori casa, le catene si prendono in media il 20% della pausa pranzo e il 15% della cena. Al contrario, c’è ancora molto spazio da colmare su altre occasioni di consumo “out of home”, come aperitivo e prima colazione.
In ogni caso, la maggior parte della clientela abituale delle catene è costituita da GenZ e Millennial.

Quasi metà clientela è giovane

“La ristorazione in catena si conferma un settore in forte espansione – dichiara Riccardo Orlandi, Presidente AIGRIM-FIPE -, come testimoniano il +17% di punti vendita e il +10% di occupati registrati in meno di due anni”.
Nonostante un generale rallentamento dei consumi, le catene crescono e viaggiano a ritmi superiori rispetto agli ‘indipendenti’, con un aumento delle visite (+1,3%) e del valore (+5,4%) nel periodo settembre 2024-agosto 2025.

Rispetto ai bacini demografici, poi, le catene riescono a intercettare più giovani. GenZ e Millennial rappresentano quasi la metà (49%) dei clienti, attratti principalmente dalla convenienza (57%).
Ancora poco peso per i giovani hanno, invece, altri fattori. Come, ad esempio, il richiamo di app e programmi loyalty (15%).

Motore di crescita per i centri commerciali

Anche per quanto riguarda il servizio solo il 17% dei giovani cita la velocità come elemento distintivo. Una caratteristica, che in parte rappresenta ancora un limite, è rappresentata anche dall’eccessiva frammentazione del mercato.

Quanto al ruolo delle catene food all’interno dei centri commerciali, la ripresa dell’industria di questo settore, già evidente nel 2023, si è consolidata nel 2024 (+0,7%), con la ristorazione che si attesta come un vero e proprio motore di crescita, raggiungendo un volume d’affari di 5,7 miliardi di euro.
Dopo il picco del 2023, l’aumento di fatturato dei centri commerciali si sta stabilizzando, con una performance di H1 25 stabile rispetto all’anno precedente, mentre il fatturato della ristorazione nei centri commerciali continua a crescere (+1% YoY H1 24 – H1 25).

Aumentano anche i consumi

Il dato più significativo riguarda però i consumi. Rispetto al 2022 il ticket medio è cresciuto notevolmente (+14% per i Full Service Restaurant, +13% per i Quick Service Restaurant), a testimonianza di una forte capacità di attrazione e fidelizzazione del pubblico.

“In quest’ultimo anno – aggiunge Orlandi -, sono stati raggiunti traguardi importanti e stiamo lavorando a nuovi, innovativi progetti in ambito formazione e reclutamento”. Tra questi, un’iniziativa per contrastare la carenza di personale nel settore: un programma di immigrazione controllata che prevede la formazione in loco di una sessantina di lavoratori tunisini da inserire nelle aziende italiane associate ad AIGRIM-FIPE.

Carte elettroniche: come usarle in vacanza evitando frodi

Per usare le carte elettroniche per i pagamenti in vacanza, senza incorrere in commissioni salatissime, frodi o imprevisti, Facile.it ha creato un breve vademecum per evitare brutte sorprese durante i viaggi.
Non tutte le carte elettroniche possono essere utilizzate per pagare all’estero: dipende dall’istituto di credito che l’ha emessa e dal circuito di pagamento a cui si appoggia. Prima di partire, quindi, è fondamentale chiedere di abilitare la carta all’uso fuori dai confini nazionali.

I pagamenti contactless tramite smartphone e dispositivi indossabili sono sempre più comuni e potrebbero essere una valida alternativa alla carta fisica. Attenzione però, perché questa tecnologia non è supportata in tutti i Paesi del mondo.

Codici Pin e commissioni

Prima di partire, ripassare i codici Pin delle carte, e se si usa un’app di home banking assicurarsi di aggiornarla e verificare le credenziali di accesso. Ma evitare di lasciare i codici insieme alle carte: in caso di furto, si consegnerebbero ai malfattori le chiavi per svuotare il conto corrente perdendo la tutela offerta dalla banca in casi di sottrazione illecita di denaro.

Le commissioni per il prelievo di denaro contante variano da banca a banca e a seconda del circuito a cui si appoggia la carta, ma generalmente le carte di credito hanno costi più elevati (circa 4%) rispetto a carte di debito e prepagate. In alcuni casi l’importo addebitato dall’istituto di credito è fisso, in altri è una percentuale su quanto prelevato.

Pagamenti nei Paesi fuori area Sepa

Oltre alle commissioni, bisogna tenere in considerazione l’eventuale sovrapprezzo applicato in caso di operazioni effettuate con una valuta diversa dall’euro.
Quando si paga tramite Pos non ci sono grosse differenze in termini di costo tra carta di debito, credito o prepagata. Se l’operazione avviene in un Paese appartenente alla cosiddetta area Sepa (che include gli Stati dell’Unione Europea e alcuni Stati extra UE), non ci sono commissioni.
Fuori a questa area potrebbero essere applicati costi aggiuntivi legati al cambio valuta.

Quando si effettuano operazioni con carte elettroniche in un Paese extra-euro viene chiesto se pagare in valuta locale o nella propria moneta. In questo caso, scegliere sempre la valuta locale per ottenere migliori condizioni di cambio.

Cosa fare in caso di furto o smarrimento?

Se si perde la carta, è stata rubata o sono state addebitate somme sospette, contattare immediatamente la banca e bloccare la carta. Non appena informato, l’istituto provvederà all’immediata disattivazione.
Attivare sempre le notifiche app o SMS. Se non le usate regolarmente, ricordatevi di attivare le notifiche app o gli alert SMS che avvisano in tempo reale quando viene utilizzata la carta.

Dopo essere tornati a casa meglio non abbassare la guardia, e continuare a monitorare regolarmente il conto e le carte.
Anche dopo mesi dal rientro può capitare che vengano addebitate spese in modo illegittimo, indipendentemente dal fatto che si tratti di un tentativo di truffa o di un semplice errore in buona fede.

AI generativa: come cambierà il modo di imparare, riflettere e immaginare nel 2035

Nel 2035, nell’era delle tecnologie generative, cambierà profondamente il modo di imparare, riflettere e immaginare delle persone.
La seconda edizione dell’Osservatorio FUTURES | Sense Making by System Thinking del Politecnico di Milano ha esplorato l’approccio pionieristico alla creazione del futuro nell’era delle tecnologie generative, identificando i futuri “distanti” nei processi aziendali di produzione e assorbimento della conoscenza nel 2035.

Tra i nuovi profili professionali identificati negli 8 futuri alternativi descritti dall’Osservatorio, emergono gli “antroscienziati”: profili ibridi tra l’intuizione
Gli antroscienziati indagheranno il modo in cui individui, culture e società interagiscono con le tecnologie, gli ambienti e le organizzazioni, per tradurre comportamenti, valori e motivazioni umani in idee per l’innovazione, le politiche e la progettazione organizzativa.

Symfoodist ed empathitect

Un altro profilo è quello dei “symfoodist”, ricercatori con competenze transdisciplinari che uniscono scienza alimentare, psicologia sensoriale ed etica con la conoscenza dell’AI, per progettare sistemi nutrizionali in grado di attivare il flusso creativo, il recupero psicologico e l’allineamento metabolico con i ritmi circadiani e cognitivi.

E ancora, tra i profili degli 8 futuri alternativi rientrano gli “empathitect”, facilitatori di ecosistemi umani, che progetteranno architetture emozionali per comunità e organizzazioni, creando ambienti in cui le persone possono esprimere il loro potenziale in armonia con i ritmi collettivi.

Un motore di decostruzione cognitiva

Nell’attività di ricerca scientifica, il manifesto sul futuro ‘distante’, dal titolo “Tecnologie generative come motore di decostruzione cognitiva” immagina una nuova era di produzione di conoscenza in cui creatività umana e tecnologia intelligente convergono per espandere i limiti della comprensione e dell’innovazione.
Nella ricerca le tecnologie generative saranno motori di decostruzione cognitiva, consentendo ai ricercatori di concettualizzare sistemi alternativi.

Ma nel futuro distante si rifiuta l’idea che le tecnologie generative siano partner autonomi che prendono decisioni indipendenti. Infatti, non generano intrinsecamente soluzioni accessibili o inclusive: devono essere guidate intenzionalmente per farlo. E si rifiuta anche la visione delle tecnologie generative come semplici amplificatori della cognizione umana.

“Padroneggiare la creazione del futuro”

L’AI ha il potenziale di migliorare la percezione dei segnali corporei interni, aiutando i ricercatori a diventare più consapevoli dei propri pregiudizi, rafforzare il ragionamento intuitivo e sviluppare una visione più profonda del mondo.

“In contesti fortemente volatili, incerti, complessi e ambigui come quelli della società moderna è richiesto a leader, innovatori e organizzazioni di progettare con responsabilità e proattività futuri desiderabili – afferma Claudio Dell’Era, Direttore dell’Osservatorio –. Con dinamiche di mercato volatili e incertezze geopolitiche, le previsioni diventano sempre più difficili e le organizzazioni oggi si trovano in difficoltà nel decidere quali iniziative perseguire e come allocare le risorse in modo efficace. Padroneggiare la creazione del futuro diventa una capacità sempre più critica”.

Sanità digitale: una spesa che arriva a 2,47 miliardi di euro

Lo confermano i risultati della ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, svolta in collaborazione con AMD, AME, FADOI, Homnya e SIMFER. Nel 2024 gli investimenti in Sanità digitale sono arrivati a 2,47 miliardi di euro (+12% rispetto al 2023), e l’attuazione delle misure del PNRR sta producendo i primi risultati concreti.

Tra questi, la realizzazione delle piattaforme di Telemedicina, oltre alla diffusione di soluzioni per la digitalizzazione degli ospedali e lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0.
Oggi il 36% dei medici specialisti e il 52% dei Medici di Medicina Generale ha utilizzato servizi di Televisita. E rispettivamente il 30% e il 46%, servizi di Telemonitoraggio.

Un uso ancora sporadico e non strutturato

Tuttavia, si tratta di un utilizzo ancora sporadico e non strutturato. Anche nella comunicazione con il cittadino-paziente si ricorre ancora spesso a strumenti non dedicati all’ambito sanitario. Secondo la ricerca svolta in collaborazione con BVA Doxa, oggi 6 cittadini su 10 utilizzano WhatsApp per comunicare con i loro medici, che mediamente impiegano un’ora al giorno alla gestione di queste comunicazioni.

L’uso strutturato di strumenti di comunicazione dedicati permetterebbe di recuperare complessivamente oltre una settimana lavorativa all’anno per ciascun medico. Il 41% dei cittadini ha già utilizzato il Fascicolo Sanitario Elettronico, e tra questi, la maggior parte (60%) ha dato il consenso al trattamento dei dati, mentre un ulteriore 25% si dice disposto a farlo, soprattutto per poter fornire ai medici una visione completa e aggiornata della storia clinica.

AI e pratica dei processi clinici

Parallelamente, cresce l’adozione dell’AI, il cui impatto sui processi clinici apre nuove opportunità, ma anche interrogativi sulla gestione dei dati e l’integrazione nella pratica quotidiana.

Oggi il 31% dei cittadini ha già utilizzato strumenti di AI generativa e l’11% lo ha fatto in ambito sanitario, in particolare per la ricerca di informazioni su problemi di salute, farmaci e terapie.
Inoltre, il 26% degli specialisti, il 46% dei Medici di Medicina Generale e il 19% degli infermieri ne ha fatto uso, anche se quasi sempre utilizzando piattaforme generaliste e non dedicate all’uso clinico.

“Disequilibrio tra bisogni, aspettative e capacità di risposta”

“Nell’ultimo anno si sono registrati importanti sviluppi nell’attuazione del PNRR in ambiti strategici come la Telemedicina, la digitalizzazione degli ospedali, il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, l’Intelligenza Artificiale in Sanità – dichiara Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio -. Ma i risultati non bastano a poterne raccogliere i frutti. La pressione sul sistema sanitario non si è attenuata, l’invecchiamento della popolazione, l’elevata incidenza delle cronicità e il fabbisogno di long-term care mettono in luce un disequilibrio tra bisogni, aspettative e capacità di risposta. L’uso delle tecnologie digitali in ambito sanitario deve tendere a una trasformazione più radicale dei processi di cura e assistenza – aggiunge Corso – che bilanci efficienza, efficacia e soddisfazione”.

Smartphone e ansia da batteria: quando il telefono scarico rovina l’umore

Si tratta di un fenomeno dell’era digitale tanto diffuso da avere addirittura un nome: Low Battery Anxiety. Tradotto in parole semplici, si tratta del “brivido di ansia” che ci assale vedendo la batteria del cellulare avvicinarsi allo 0%.
La Low Battery Anxiety è ormai una “condizione” talmente condivisa da essere stata ufficialmente riconosciuta.

I Millennials i più soggetti al fenomeno 

Secondo una ricerca di LG Electronics condotta su un campione di oltre 2.000 persone, il 90% degli utenti si sente agitato o preoccupato quando la carica del telefono scende sotto il 20%.
Il termine “Low Battery Anxiety” è stato coniato da LG già nel 2016 per descrivere la crescente preoccupazione legata al rischio di restare senza smartphone.

Curiosamente, una persona su tre dichiara di rinunciare a uscite o impegni sociali pur di trovare una presa di corrente. I più colpiti? I Millennials: il 42% di loro ammette di preferire ricaricare il telefono piuttosto che partecipare a un evento o a un incontro con amici.

Batteria a terra, stress alle stelle

Non si tratta solo di una semplice irritazione. Secondo quanto emerge dallo studio, il calo drastico della batteria provoca un aumento dei livelli di cortisolo, l’ormone associato allo stress.

Quando il telefono rischia di spegnersi, l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sul bisogno di ricaricarlo, mettendo in secondo piano altre priorità quotidiane e creando un vero e proprio stato di tensione psicofisica.

Quando il telefono incrina le relazioni

Anche Counterpoint Research, attraverso un’indagine del 2023, ha evidenziato come il livello di carica del cellulare influenzi l’umore delle persone: il 65% degli intervistati riferisce di sentirsi irritabile o ansioso quando la batteria scende troppo.

Oltre al malessere personale, ci sono conseguenze anche sui rapporti sociali: il 60% degli utenti ha raccontato di essere risultato irraggiungibile a causa della batteria esaurita, suscitando fraintendimenti o addirittura sospetti di ghosting.

Il problema può degenerare

Il problema, in alcuni casi, può degenerare: secondo i dati riportati da Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il 23% delle persone ha avuto discussioni o litigi con il partner per colpa di messaggi non ricevuti o telefonate mancate dovute a un telefono spento.
Insomma, anche lo smartphone si può trasformare in un potenziale “nemico”: occhio alla batteria!

Imprenditori under 35: in 10 anni quasi un quarto di aziende in meno

Tra chiusure e superamento della soglia di età degli amministratori, il bilancio dell’ultimo decennio ha visto sparire oltre 153mila attività guidate da giovani imprenditori, portando il numero complessivo delle imprese giovanili dalle quasi 640mila del 2014 alle 486 mila di dicembre 2024. Sono numeri che testimoniano la profonda trasformazione del tessuto imprenditoriale italiano, spinto anche dall’inverno demografico in cui è entrata la società

Lo rileva l’analisi di Unioncamere-InfoCamere sulla natalità e mortalità delle imprese giovanili in Italia: ogni giorno, per 10 anni consecutivi, il nostro Paese ha ‘perso’ 42 imprese guidate da under 35.

Forte ridimensionamento delle attività tradizionali

La forte riduzione del perimetro ha innescato una sensibile ricomposizione settoriale dell’imprenditoria giovanile.
I servizi alle imprese, in particolare, registrano una crescita del 3,5%, con quasi 2mila imprese giovanili in più nel decennio, mentre l’agricoltura mantiene sostanzialmente stabile la presenza degli under 35 (+0,06%), confermandosi un’opportunità imprenditoriale concreta per molti giovani. 

A queste trasformazioni fa eco il forte ridimensionamento delle attività più tradizionali. Costruzioni e commercio sono i comparti che hanno pagato il prezzo più alto: il primo ha perso quasi 40mila imprese giovani (-38,7%), mentre il commercio oltre 66mila (-36,2%).
Pesante anche il calo registrato dalle attività manifatturiere, dove in dieci anni sono venute meno oltre 14mila imprese (-35,9%).

Crescono i settori avanzati e tecnologici

Il calo ha colpito in modo particolare il mondo artigiano, che nel decennio ha perso oltre 47mila imprese giovanili (-28,1%), mentre l’imprenditoria femminile under 35 ha visto una contrazione di oltre 43mila unità (-24,5%) e le imprese guidate da giovani stranieri sono diminuite di quasi 35mila unità (-27,4%).

In termini di composizione percentuale, se nel 2014 commercio e costruzioni rappresentavano insieme quasi il 45% di tutte le imprese under 35, oggi il loro peso è sceso al 37%.
Cresce invece l’incidenza dei servizi alle imprese (dall’8,7% all’11,8%) e dell’ICT (dal 6,4% all’8%). Un chiaro segnale di come le nuove generazioni si stiano orientando verso settori a maggior contenuto tecnologico e di servizi avanzati.

Flessione in tutte le regioni

A livello territoriale, l’arretramento dell’imprenditoria giovanile mostra alcune differenze. La Lombardia, che resta la regione con il maggior numero assoluto di imprese under 35 (oltre 74mila), ha registrato nel decennio una contrazione del 15,1%. La Campania, seconda per presenza di imprese giovanili (oltre 61mila), ha subito perdite del 23,8%. 

Più marcato il calo nelle regioni del Centro: Marche -36,7%, Umbria -32%, Toscana -31,1%. Nel Mezzogiorno, dove tradizionalmente è più elevata l’incidenza di imprese giovanili sul totale, le flessioni più consistenti si sono registrate in Molise (-35,6%), Abruzzo (-35,2%) e Calabria (-34,4%).
Più contenute le perdite in Sicilia (-32,9%) e Puglia (-28,6%), che mantengono una significativa presenza di imprenditoria giovanile, con rispettivamente quasi 43mila e 34mila imprese under 35.

Cyber truffe: attenzione a quella del famoso cioccolato di Dubai

L’ultima truffa cyber riguarda il cioccolato. Non quello svizzero, ma quello ‘inventato’ da una pasticceria di Dubai. Si tratta di cioccolato ripieno di kadayif al pistacchio.
I consumatori di tutto il mondo sono ansiosi di assaggiare questo lussuoso cioccolato, tuttavia, gli esperti di Kaspersky hanno rilevato numerose truffe che sfruttano il successo di questo prodotto per ingannare gli acquirenti

Gli esperti hanno infatti individuato una campagna fraudolenta rivolta ai consumatori degli Emirati Arabi Uniti, dove i cybercriminali hanno creato siti web falsi fingendosi noti brand di fiducia, oppure, creando store online completamente falsi.

Lo store fraudolento 

Tra le minacce più rilevanti segnalate da Kaspersky, rientra l’imitazione di Deliveroo, il famoso servizio di consegna a domicilio, e di Fix Dessert Chocolatier, l’inventore e produttore delle pregiate barrette.
Imitando l’aspetto di store e piattaforme ufficiali, i truffatori sfruttano la fiducia dei consumatori, nonché, la reputazione dei brand per indurre gli acquirenti a ‘ordinare’ cioccolato che in realtà non verrà mai consegnato.

In altri casi, alcuni cybercriminali hanno creato piattaforme di e-commerce completamente false, presentandosi come fornitori indipendenti provenienti da tutto il mondo.
Questi siti fraudolenti, che colpiscono utenti a livello globale, promettono la consegna del cioccolato di Dubai, ma spariscono una volta incassato il pagamento, lasciando i consumatori a mani vuote.

Trarre vantaggio da mode e tendenze del momento

“I truffatori sono spesso rapidi nel trarre vantaggio dalle tendenze, e la moda del cioccolato di Dubai ne è un esempio lampante – ha commentato Olga Svistunova, Security Expert di Kaspersky -. Queste tattiche sono particolarmente efficaci, poiché sfruttano l’entusiasmo dei consumatori e la fiducia nei brand noti. Per proteggersi ed evitare spiacevoli sorprese, è fondamentale che gli utenti prestino attenzione ai dettagli, si prendano il tempo necessario per verificare l’autenticità degli store online e diffidino delle offerte particolarmente convenienti, perché potrebbero essere studiate per trarre in inganno i consumatori”.

Diffidare delle offerte insolite

Per proteggersi da queste truffe, Kaspersky consiglia di verificare l’autenticità del sito web, controllando URL, domini e recensioni dei clienti prima di effettuare acquisti online
Ma soprattutto, diffidare delle offerte insolite, poiché i truffatori spesso utilizzano pop-up, annunci o e-mail di phishing per indirizzare gli utenti verso siti fraudolenti.

Evitare anche di divulgare informazioni personali: è fondamentale fornire dati sensibili solo su piattaforme sicure e verificate.
Inoltre, utilizzare soluzioni di sicurezza complete. Un software di sicurezza affidabile può bloccare i siti di phishing e prevenire le infezioni da malware.