C’è un mondo parallelo, nascosto dietro pochi clic, dove si cercano e si offrono lavori come in un normale portale di annunci. Solo che lì, nel dark web, “normale” non è quasi nulla.
Kaspersky, con il suo report “Inside the dark web job market: their talent, our threat”, ha provato a sbirciare dietro le quinte e il quadro che emerge è sorprendente: nei primi mesi del 2024 i curriculum e le offerte pubblicate sui forum clandestini sono raddoppiati rispetto all’anno precedente, e nel 2025 il ritmo è rimasto lo stesso.
È un mercato oscuro ma vivacissimo, che attira soprattutto i più giovani.
Una generazione che si affaccia nel posto sbagliato
L’età media di chi manda un curriculum nel dark web? Appena 24 anni. E non mancano neanche gli adolescenti, spesso attratti dall’idea di guadagni immediati e dalla sensazione – un po’ illusoria – che lì contino solo le capacità, non i titoli, né tantomeno i colloqui formali. Insomma, un “lavoro facile” che facile non è affatto.
Cosa si fa davvero nel dark web
Non tutto è illegale, ma la maggior parte sì. È un ecosistema che funziona quasi come una grande azienda parallela. Le figure più cercate sono: gli sviluppatori (17% delle posizioni) che creano strumenti d’attacco; i p enetration tester (12%) che cercano falle nelle reti; i riciclatori di denaro (11%) che muovono soldi sporchi. Chiudono questa singolare classifica i carder (6%) che lavorano sui dati di pagamento rubati e i traffer (5%) che portano le vittime dritto nelle trappole online.
La cosa più impressionante? Il 69% dei candidati non indica nemmeno un settore preferito: “basta che paghi”, sembra dire la maggior parte.
Uomini e donne, due percorsi diversi
Kaspersky nota anche una certa distinzione di genere: molte donne puntano su ruoli che prevedono un contatto umano, come assistenza o supporto clienti; gli uomini invece tendono a orientarsi verso lo sviluppo, il cybercrime finanziario e altre attività più tecniche.
Stipendi alti, rischi ancora più alti
C’è chi guadagna parecchio: un reverse engineer può portare a casa più di 5.000 dollari al mese, un penetration tester circa 4.000, uno sviluppatore intorno ai 2.000. I truffatori vengono pagati a percentuale: fino al 50% per i traffer.
Sul momento può sembrare un affare, ma ignorare le conseguenze significa giocare col fuoco: rischi penali, reputazione distrutta, porte chiuse per sempre.
Attenzione ai “talenti” giovanissimi
“Molti entrano nel dark web convinti che funzioni come il mercato del lavoro legale, ma non capiscono i pericoli”, spiega Alexandra Fedosimova, analista Kaspersky. Proprio per questo l’azienda invita genitori, insegnanti e comunità a non sottovalutare segnali o messaggi sospetti.
E, soprattutto, a ricordare ai ragazzi che esistono percorsi sani e stimolanti per chi ama smanettare con il codice o scoprire come funziona un sistema informatico. Tra questi il progetto “What we should do with kids who hack”, che prova a trasformare la curiosità dei giovani in una spinta positiva verso la cybersecurity. Il talento, insomma, merita una strada pulita.