Curiosità, economia, tecnologia.

Viaggiare sostenibile? Una passione, qualche perplessità

I viaggi sostenibili sono importanti: lo affermano l’83% dei viaggiatori. Tuttavia, se il 45% riconosce l’importanza di viaggiare in modo sostenibile, non è questa comunque la priorità durante la pianificazione o la prenotazione di un viaggio. Inoltre, il 33% pensa che i danni siano già stati fatti e che sia troppo tardi per cambiare rotta. E c’è un 25% che non vede il cambiamento climatico come una minaccia seria.

È quanto risulta da una ricerca condotta da Booking.com su oltre 31.000 viaggiatori in 34 paesi e territori. I risultati, sebbene rivelino costante interesse e in merito alla sostenibilità dei viaggi, evidenziano anche una crescente stanchezza e disillusione tra i viaggiatori.

I sensi di colpa di chi non viaggia green

In ogni caso, il 75% dei viaggiatori globali intende viaggiare in modo più sostenibile nei prossimi 12 mesi. E se il 43% prova sensi di colpa quando effettua scelte di viaggio meno sostenibili, il 32% è motivato dalla convinzione che sia la cosa giusta da fare.

Tuttavia, sono parecchi gli ostacoli lungo il percorso. Il 28% è stanco di sentir parlare del cambiamento climatico, mentre un altro 28% ritiene che la sostenibilità sia un lusso che non ci si può permettere durante il (poco) tempo prezioso concesso al viaggio.

La volontà diffusa di fare meglio e di più

Questo senso di disillusione potrebbe ostacolare gli sforzi di un’industria del viaggio più sostenibile. Ma non tutto è perduto. Il 71% vuole lasciare i luoghi che visita in uno stato migliore di come li ha trovati, mentre il 45% crede di avere il potenziale per contrastare gli impatti sociali dei viaggi.

Ma cosa pensano gli italiani? Il 92% considera la sostenibilità una priorità quando ci si imbarca in una nuova avventura, ma il 29% pensa che sia troppo tardi per fare la differenza, e il 24% non considera il cambiamento climatico come una questione urgente.
Detto questo, l’80% si impegna comunque a viaggiare in modo più sostenibile nei prossimi 12 mesi, con un senso di colpa che accompagna le scelte meno eco-friendly (54%).

Il valore aggiunto della consapevolezza

Ma non è solo questione di buone intenzioni. Nel 2024 esistono anche destinazioni che si distinguono per le pratiche sostenibili, offrendo l’opportunità di fare la differenza.
I viaggiatori che fanno scelte più consapevoli riconoscono il valore aggiunto delle esperienze di viaggio sostenibili: il 62% sente di offrire la versione migliore di sé, e il 67% è ispirato a essere più sostenibile nella vita quotidiana.

Il 44% dei viaggiatori ritiene poi che i governi detengano il potere maggiore per contrastare l’impatto economico dei viaggi, e il 43% pensa che i fornitori di servizi abbiano la chiave per contrastare l’impatto ambientale.

Meta lancia la funzione di cross-posting tra Instagram e Threads

È l’ultima novità di Meta: una funzione che permetterà agli utenti di Instagram e Threads di postare immagini su Instagram e contemporaneamente, caricarle anche su Threads.

Insomma, Threads, il servizio di microblogging nato per competere con X, la ex Twitter, sta esplorando la possibilità di integrare il cross-posting con Instagram. Una nuova funzionalità che potrebbe rafforzare ulteriormente le interazioni tra i due servizi di Meta. Ma poiché al momento è ancora in fase di test, l’opzione non è disponibile per tutti gli utenti, che dovranno attivarla manualmente. Al momento non è chiaro se l’impostazione rimarrà attiva anche per i post futuri.

Toh, c’è una nuova opzione nelle impostazioni dell’account

Di fatto, secondo TechCrunch, il blog americano di informazione tecnologica, alcuni utenti di Instagram hanno notato una nuova opzione nelle impostazioni dei loro account, che permette appunto il cross-posting verso Threads tramite un interruttore interno al menu.

Quando verrà lanciata a livello globale, la funzione di cross-posting sarà disponibile per un numero ristretto di utenti, e solo nel corso del tempo verrà allargata a tutti. Ma sarà comunque limitata unicamente alla condivisione di immagini.

Niente video per l’app concorrente di X

A quanto pare, quindi, gli utenti dovranno caricare manualmente i loro video su Threads, nonostante il cross-posting sia abilitato sul loro account Instagram.

Per quanto possa sembrare insolita, la mossa di Meta non stupisce. Considerando che Instagram sta diventando una piattaforma sempre più dedicata ai contenuti video, la compagnia sta cercando di rendere Threads il ‘luogo’ destinato a ospitare le foto dei suoi utenti. Un po’come lo era Instagram all’inizio della carriera.

Allo stesso tempo, è innegabile che Meta stia cercando di fare quanto è possibile per ampliare il pubblico del nuovo social, che lo scorso mese ha superato il record dei 150 milioni di utenti attivi mensili, si legge su Wired.

Niente hashtag, ma arriva la condivisione con Facebook

Un aspetto interessante riguarda le didascalie. Postare un’immagine da Instagram a Threads comporterà infatti l’utilizzo automatico della didascalia come testo per il post su Threads.
Tuttavia, Threads non supporta l’uso di hashtag con il simbolo del cancelletto (#) come invece accade per Instagram.
Pertanto, si prevede che gli hashtag nella didascalia cross-postata verranno rimossi automaticamente.

Ma oltre al test sulla funzionalità di cross-posting, Threads sta sperimentando altre novità, come l’archiviazione automatica dei vecchi post e l’introduzione di risultati di ricerca in tempo reale per alcuni utenti. Inoltre, riporta Adnkronos, è stato lanciato un nuovo strumento che permette di salvare bozze, scattare foto direttamente dall’app e condividere contenuti e storie su Facebook. In particolare, sfruttando una funzionalità simile al tool di cross-posting già esistente per il social network.

Italia, l’e-commerce B2C cresce ancora: Arredamento, Auto e Food i settori più performanti

Continua a crescere il giro d’affari degli acquisti online, anche nel nostro Paese. Nel corso del 2024 in Italia, infatti, lo shopping sul web di prodotti registrerà un aumento del +6%, raggiungendo i 38,6 miliardi di euro. Alcuni settori più di altri rivelano una decisa dinamicità. Ad esempio i comparti come Arredamento e Home Living, Auto e Ricambi, e Food & Grocery mostrano una crescita superiore alla media, mentre Beauty, Informatica ed Elettronica di Consumo, Abbigliamento registrano una crescita in linea con il settore. L’Editoria rimane stazionaria.

La penetrazione dell’e-commerce sul totale del Retail è all’11%

La penetrazione dell’e-commerce sul totale degli acquisti Retail rimane stabile all’11%, rispetto al 2023. I dati sono emersi dall’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano. Secondo Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il numero di aziende italiane con un proprio sito e-commerce è pari a 88.000. La maggior parte si trova in Lombardia, Lazio e Campania. Tuttavia, solo il 24,5% delle aziende con un sito e-commerce ha un grado di internazionalizzazione alto o medio-alto.

Nuove tecnologie sempre più avanzate

L’online sta sperimentando tecnologie avanzate per migliorare l’esperienza utente, come l’omnicanalità e l’Extended Reality. Le spedizioni eCommerce nel primo trimestre del 2024 sono aumentate del 13,5% rispetto all’anno precedente, con Fashion & Sport, Informatica ed Elettronica di Consumo, e Health & Beauty in testa.

Cosa influenza gli acquisti on line e quali i metodi di pagamento

Secondo l’Osservatorio Netcomm, oltre un terzo delle decisioni di acquisto offline è influenzato dai touchpoint digitali, mentre il negozio fisico orienta il 25% degli acquisti online. La maggior parte degli acquisti online viene saldata al momento dell’ordine, con l’utilizzo crescente di Digital Wallet e carte prepagate.

In sintesi, il mercato dell’eCommerce in Italia continua a crescere, con un’attenzione crescente verso l’internazionalizzazione e l’adozione di tecnologie innovative per migliorare l’esperienza del consumatore.

I settori più performanti del 2024

Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm, prevede che nel 2024 il mercato eCommerce B2C crescerà del +6%. I settori più performanti saranno Arredamento e Home Living, Auto e Ricambi, e Food & Grocery.

I costi dei conti correnti? In aumento, specie per i giovani

Un’analisi condotta da Altroconsumo ha rivelato che i costi dei conti correnti in Italia sono in aumento, con particolare impatto su diverse categorie di clienti. Tra i giovani under 35, il costo medio è cresciuto del 30%, con un esborso annuo medio di 95 euro, segnando la fine delle politiche a favore di questa fascia d’età. Anche le famiglie hanno visto aumentare i costi del conto corrente del 9%, mentre per i pensionati l’aumento è del 6%.

La ricerca si è focalizzata nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2023 e il 15 marzo 2024, con l’obiettivo di comprendere come siano variati, mediamente, i costi dei conti correnti con operazioni a sportello e online.

La “colpa” dei rincari sarebbe dell’inflazione

Le banche, nonostante la stagnazione dei tassi di interesse attivi e il mantenimento a zero della remunerazione dei risparmi, hanno giustificato gli aumenti con l’inflazione, contando sulla fedeltà dei clienti. Tuttavia, nonostante una riduzione temporanea dell’inflazione, i costi dei conti correnti sono continuati ad aumentare.

Il confronto dei prezzi

Per aiutare i consumatori a valutare la convenienza dei conti correnti, Altroconsumo fornisce uno strumento di “Riepilogo annuale delle spese” e un servizio online per individuare le opzioni più convenienti.

Tra i conti tradizionali per giovani, il migliore è il Conto Bancoposta Opzione Start Giovani di Poste Italiane, con un costo annuo di 35,25 euro. Per i conti online, il Conto BBVA di BBVA è il più conveniente, con un costo pari a 0 euro.

Il conto a misura di famiglia

Anche per le famiglie, il Conto Mps Mio – Plus di Monte dei Paschi di Siena è tra i migliori conti tradizionali, con un costo di 92,60 euro. Tra i conti online, il Conto BBVA di BBVA rimane il migliore, senza alcun costo annuo.

La soluzione per gli over

Per i pensionati, il Conto MPS Mio – Plus di Monte dei Paschi di Siena risulta il più conveniente tra i conti tradizionali, con un costo di 86,60 euro. Tra i conti online, il Conto BBVA di BBVA rimane il più vantaggioso, senza alcun costo annuo.

Complessivamente, i costi dei conti correnti online sono aumentati del 4,95% per le famiglie e del 4,49% per i pensionati, evidenziando una tendenza generale all’aumento dei costi bancari nel periodo considerato.

Scontrino perso? Ecco come far valere la garanzia

Niente scontrino, niente garanzia. O no? Parola dell’Unione nazionale consumatori: il Codice del consumo non fa espresso riferimento all’esibizione dello scontrino come requisito necessario per l’esercizio del diritto di garanzia, ma richiede semplicemente di dimostrare la data dell’acquisto.
Può capitare di comprare un prodotto difettoso, voler far valere la garanzia, ma rendersi conto che lo scontrino è scolorito o addirittura perso.

Ma l’unico scenario possibile non è recarsi in negozio e implorare il venditore. Per esercitare il diritto di garanzia nei confronti del venditore, il Codice del consumo (articolo 128 e seguenti) considera sufficiente dimostrare di aver acquistato il prodotto presso il rivenditore a cui il consumatore si rivolge. Non oltre, però, due anni dalla consegna del prodotto, o un anno per acquisti con fattura.

Non c’è scusa che tenga

La giurisprudenza afferma che il consumatore, per dimostrare l’acquisto, possa utilizzare anche mezzi probatori documentali o orali che consentano di dimostrare che il bene sia stato acquistato presso il rivenditore e in data certa.
Si possono utilizzare le ricevute di bancomat o carta di credito, la testimonianza di una persona presente al momento dell’acquisto, il libretto di garanzia firmato dal venditore, la registrazione dell’acquisto sulla carta fedeltà.

Insomma, non c’è scusa che tenga: il rifiuto verbale dell’addetto alle vendite, la presenza di una clausola contenuta nel contratto d’acquisto o nelle condizioni di vendita limitativa dell’esercizio del diritto di garanzia, l’esibizione di un cartello in negozio che obbliga a presentare lo scontrino e altre situazioni simili non hanno alcun valore.

La prova d’acquisto più comoda è comunque lo scontrino

Chiarito che lo scontrino non è necessario per ottenere la garanzia e che quindi, anche se mancante o scolorito, non condiziona l’esercizio del diritto, bisogna però anche riconoscere che è la più comoda prova d’acquisto da fornire al commerciante.

Lo scontrino, infatti, è il documento fiscale che viene rilasciato dal venditore al momento dell’acquisto e contiene una serie elementi utili ad attestare in maniera immediata l’effettuazione di una spesa (con tutti gli elementi temporali della transazione, i riferimenti dell’esercente, il numero seriale, il codice prodotto).
Per questo è utile organizzarsi per conservarlo seguendo semplici regole.

Le regole per conservarlo

In via precauzionale si consiglia sempre di fotografare, fotocopiare o scannerizzare lo scontrino in modo che sia conservato anche su un supporto digitale. Queste soluzioni, riporta Adnkronos, sono utili perché lo scontrino è generalmente stampato su carta termica che tende a scolorire in breve tempo. Si possono inoltre utilizzare applicazioni ad hoc per la sua archiviazione (meno consigliabile è affidarsi a servizi offerti a pagamento da molte catene per la sua conservazione).

Nel caso in cui sia oramai scolorito, esistono anche alcuni tutorial per far ravvivare il colore, a volte basta anche un ferro da stiro.

GenZ: i trend che i marketer europei devono considerare

In Europa la popolazione tra 14-27 anni è pari a 48,5 milioni di persone, di cui 7,6 milioni in Italia. Pur trattandosi di un segmento meno ampio rispetto alle generazioni precedenti (i Boomer sono quasi 70 milioni), i GenZ continuano a essere al centro delle attenzioni delle aziende.
Ma quali sono i trend che i marketer devono tenere in considerazione, e le domande che devono porsi?

Anzitutto, nonostante gli stereotipi sulla loro pigrizia, dall’Osservatorio Eumetra emerge l’ambizione e il desiderio di guadagnare, ma anche poter lavorare da casa e per gestire meglio l’equilibrio con la vita privata.
Che il denaro a disposizione provenga dal lavoro o dalla ‘paghetta’, poi, la grande maggioranza dei GenZ qualcosa vuole risparmiare. Un aspetto che i player del settore finanziario devono considerare.

Nuovi stili di acquisto e pagamento

Se i social sono anche un modo per esplorare brand o prodotti e fare acquisti, si affermano nuove pratiche di pagamento, come il Buy now, pay later’. Ma è il benessere mentale la meta più ambita dei giovani.
L’ansia è in parte condizionata dai social media e dalla proposta di corpi irrealistici, minacce sui cambiamenti climatici e video di guerra. Il costo della psicoterapia per alcuni è insostenibile. Cosa possono fare i brand per supportare i giovani?

E come è cambiata la relazione con il proprio corpo rispetto al passato? Persiste l’inseguimento di modelli irrealistici o c’è una maggiore accettazione di sé e delle diverse caratteristiche individuali?

Eco-ansia, cambiamenti climatici, sostenibilità

È nota la sensibilità e l’attenzione delle nuove generazioni verso i temi della sostenibilità nella declinazione ambientale e sociale. Otto GenZ su 10 ritengono che sia importante prendere misure urgenti per combattere il cambiamento climatico. Ma cosa fa la Gen Z concretamente per contribuire a cambiare la situazione attuale? Qual è il peso di questi temi sulla loro visione del futuro?

Quanto alla TV, quella lineare non è molto seguita dai GenZ, ma anche la TV in streaming deve competere con la visione di video o altro sulle diverse piattaforme online. Qual è la frequenza di esposizione a questi media? Che tipologie di contenuti sono preferiti?

Un nuovo immaginario per tante domande

Che ruolo ha la socializzazione fra i gamer della Gen Z? E quanto è diffuso il gioco con vincite in denaro? E ancora, quali sono le serie di fiction preferite? E i gruppi o i cantanti preferiti? Gli influencer seguiti? O quelli più associabili ai singoli settori? Qual è il peso dell’influenza di questi ultimi?

Le prime edizioni dell’Osservatorio Eumetra hanno evidenziato un atteggiamento decisamente diverso nei confronti delle marche rispetto alle altre generazioni. Meno legati alla notorietà e alla storicità della marche, i GenZ si attendono di avere qualcosa in ritorno dalle aziende e prestano particolare attenzione alle testimonianza di consumatori reali.
Insomma, come i brand possono coinvolgere i GenZ, e quali sono gli stili e i linguaggi di comunicazione più adatti a parlare con loro?

Healthcare, nuovi trend: benessere psicofisico e utilizzo delle nuove tecnologie

Rispetto a 5 anni fa, il 37% degli italiani dichiara di essere maggiormente interessato al proprio benessere fisico, mentre oltre un terzo è più attento al benessere psicologico, con un picco del 40% nella fascia di età tra 18 e 29 anni (fonte: Osservatorio Sanità UniSalute).
Nonostante l’aumento del costo della vita, le famiglie italiane sembrano decise di non rinunciare alle spese sanitarie, limitando invece quelle per beni e servizi ritenuti non essenziali.

Per approfondire questo tema Nomisma ha realizzato una ricerca i cui risultati completi verranno presentati in occasione dell’evento About Health, dedicato a trend, normative e strategie di web marketing nel settore salute che si terrà a Bologna il prossimo 23 maggio.

A chi rivolgersi per cure e controlli?

La crisi sanitaria connessa alla diffusione della pandemia Covid-19 ha indubbiamente influenzato l’approccio degli italiani al tema salute e al tema del ricorso a cure e visite mediche. Al tempo stesso, ha condizionato anche l’operato delle strutture sanitarie italiane.

Ma a chi si rivolgono gli italiani per i controlli e le cure?
Dopo la pandemia, circa 13 milioni di persone hanno preferito prestazioni in libera professione, erogate da strutture private. Tra i criteri che guidano questa scelta, oltre a tempi di attesa inferiori (72%), anche maggiore disponibilità di date e orari per visite o esami (43%) e maggiore semplicità nel prenotare la visita o l’esame (28%).

La trasformazione digitale dell’healthcare

Un altro criterio riguarda la disponibilità di tecnologie avanzate (fonte: Osservatorio Sanità UniSalute).
A questo riguardo, il tema della trasformazione digitale del settore healthcare gioca un ruolo rilevante, tanto che la gran parte delle aziende sanitarie in Italia stanno dedicando ingenti risorse su questo fronte. Nel 2022 gli investimenti sono stati 1,8 miliardi di euro, soprattutto per cybersecurity, cartella clinica elettronica e telemedicina.

Del resto, 1 adulto su 3 utilizza strumenti digitali nell’ambito del benessere e della salute, considerando l’opportunità, in particolare, in termini di semplificazione all’accesso e all’utilizzo dei servizi (47%), maggiore possibilità di scelta (38%) e maggiore continuità nella cura (32%).

Internet o passaparola?

Nel complesso, il processo di digitalizzazione in ambito salute rappresenta una modalità integrativa della fruizione del servizio. Il contatto diretto con medici e professionisti sanitari non è messo in discussione, rappresentando sempre la modalità di interazione cruciale con il paziente.

Piuttosto, la digitalizzazione riguarda soprattutto la fase di ricerca di un servizio adeguato alle proprie esigenze.
Nelle fasi preliminari di individuazione della struttura a cui rivolgersi gli italiani si affidano infatti principalmente a internet, ritenuto più efficace per gli utenti del Nord Italia, mentre al Sud e nelle Isole il principale strumento è il passaparola e nelle regioni del Centro trova maggiore riscontro l’azione di promozione intrapresa dalle strutture sanitarie, realizzata tramite spazi fissi dedicati.

Gioco online: la tecnologia che dà sicurezza

Le innovazioni apportate dall’evoluzione della tecnologia permettono di offrire ai giocatori esperienze di gioco più immersive, realistiche e coinvolgenti da parte dell’industria dei casinò online.
Secondo uno studio di Farantube.com, realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) e Intelligenza artificiale (AI) sono fra le principali responsabili della rivoluzione del settore del gaming e del gambling.

Grazie a VR e AR gli spazi dei casinò virtuali diventano veri luoghi di socializzazione tra utenti, mentre gli algoritmi dell’AI permettono di analizzare il comportamento di gioco e le preferenze dei giocatori, in modo da far vivere esperienze sempre più personalizzate.
Ma il potenziale innovativo tech è impiegato anche in favore della sicurezza. Blockchain e criptovalute, introdotte come metodo di pagamento, offrono elevati livelli di sicurezza e trasparenza nelle transazioni finanziarie dei siti gambling.

I crypto casinò

Su alcuni tipi di casinò, chiamati proprio casinò crypto, vengono utilizzate esclusivamente le criptovalute per le transazioni, perché offrono un livello di anonimato più alto, con commissioni di transazione più basse e tempi di prelievo più rapidi.
Ma il settore del gambling è stato raggiunto anche dall’Internet delle cose (IoT), che permette di raccogliere informazioni sui comportamenti e sulle preferenze di gioco degli utenti per migliorare il design e l’esperienza di gioco in generale.

Una grande opportunità per creare un gioco sempre più personalizzato, anche se l’IoT non è troppo rigido riguardo la salvaguardia delle informazioni dei giocatori, la sicurezza dei dati e la protezione della privacy.

Gioco mobile

Le tante applicazioni di casinò mobile e i siti web ottimizzati per device mobili danno la possibilità di giocare in maniera flessibile e accessibile da qualsiasi luogo e propongono una selezione di giochi diversificata, garantendo una navigazione fluida e metodi di pagamento sicuri.

I siti di gambling più all’avanguardia si sono poi muniti di una grafica avanzata e un design immersivo con l’integrazione di immagini HD, animazioni 3D ed effetti sonori autentici.
Gli sviluppatori di giochi ricoprono un ruolo fondamentale, devono tenersi costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie e sui metodi di progettazione più innovativi per creare giochi coinvolgenti e dal grande impatto visivo.

Gioco online responsabile

Insieme all’integrazione delle nuove tecnologie, che permettono ai giocatori di vivere un’esperienza di gioco più sicura, esiste la necessità e la responsabilità, da parte degli operatori del settore, di adottare tutte le misure necessarie a promuovere il gioco responsabile. Ovvero, garantire pratiche di gioco corrette e limitare il rischio del gioco patologico.

In ogni caso, ogni tecnologia innovativa stabilisce nuovi modelli di business e strategie operative più mirate. I casinò online, quindi, devono esplorare nuovi orizzonti, raggiungere nuovi mercati, offrire tipologie di giochi sempre diverse e interessanti e operare nel modo più efficiente e sicuro possibile.

Salute mentale, come promuoverla anche in azienda?

Il tema della salute mentale è motivo di preoccupazioni su scala mondiale. A livello globale, infatti, il 32% della popolazione segnala la presenza di disturbi mentali, in aumento del 5% rispetto al 2022. In Italia, la percentuale si attesta al 28%, ma registra una crescita di 6 punti rispetto all’anno precedente.

Questi dati emergono dalla quarta edizione del Mind Health Report, un’indagine condotta da Ipsos per AXA sul benessere mentale in 16 Paesi, inclusa l’Italia.Tra i campanelli d’allarme principali vi è una scarsa consapevolezza sull’argomento e un aumento dell’autodiagnosi e dell’autogestione.

Benessere mentale e lavoro

In particolare, stanno raggiungendo livelli allarmanti i problemi di benessere mentale legati al lavoro. Tuttavia la maggior parte delle persone non considera il lavoro la principale causa di tali difficoltà.

Salute mentale in Italia

In Italia, il 28% della popolazione ha sofferto di disturbi mentali nell’ultimo anno, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. L’ansia è il disturbo più comune (14%), seguito dalla depressione (12%). Sul fronte della gestione e della cura, il 44% degli italiani ha scelto di auto-gestire disturbi relativi al benessere mentale, un trend in aumento di 7 punti rispetto al 2022 e più diffuso rispetto al resto del mondo (40%). Un terzo degli italiani sospettati di soffrire di depressione, ansia o stress (33%), inoltre, non ha visto un medico quest’anno.  Dalla ricerca emerge una scarsa consapevolezza sull’importanza del supporto professionale e un aumento dell’autodiagnosi e dell’autogestione dei disturbi mentali.

Salute mentale… in ufficio 

A livello globale, le difficoltà mentali sono principalmente attribuite a ragioni personali anziché professionali. Tuttavia, in Italia, il 76% dei lavoratori manifesta disturbi collegati al lavoro, come stanchezza, perdita di interesse, disturbi del sonno, stress e ansia.

Che ruolo hanno le aziende? 

C’è un certo scetticismo sul supporto offerto dalle aziende, con oltre la metà del campione che ritiene che l’azienda non si preoccupi della salute mentale dei propri dipendenti.

Cosa vorrebbero gli italiani?

Cosa chiedono quindi gli italiani alle aziende per cui lavorano? Su questo tema vorrebbero azioni mirate quali una giornata dedicata al benessere mentale e consulenze specialistiche esterne, quest’ultime particolarmente ricercate da donne e giovani.

Il supporto offerto dal datore di lavoro impatta positivamente sulla decisione di rimanere in azienda, secondo il 50% degli italiani, soprattutto i giovani. Un investimento che paga in salute e non solo, dunque.

LinkedIn punta (anche) sul gaming?

Probabilmente l’obiettivo è far divertire i propri utenti, regalando loro qualche momento di relax oltre che di lavoro. Il tutto a vantaggio dell’engagement. Potrebbe essere questa la strategia di LinkedIn, la piattaforma social di proprietà di Microsoft, che si appresta a entrare nel settore del gaming online. Con oltre un miliardo di utenti attivi, LinkedIn mira a incrementare l’interazione degli utenti attraverso l’esperienza di gioco. La notizia è stata parzialmente confermata da fonti interne alla società. 

Focus su giochi in stile puzzle: una strategia vincente

LinkedIn sta capitalizzando il successo dei giochi in stile puzzle, come il popolare Wordle, che ha catturato l’attenzione di milioni di giocatori in tutto il mondo. I primi tre titoli in fase di sviluppo, “Queens”, “Inference” e “Crossclimb”, promettono di combinare il divertimento dei rompicapo con la competizione tra colleghi e aziende.

Una delle proposte più interessanti che LinkedIn sta esplorando è l’organizzazione dei punteggi dei giocatori in base al luogo di lavoro, creando delle autentiche “classifiche aziendali”. Questa caratteristica potrebbe aggiungere un pizzico di pepe e di competitività in più, incoraggiando i dipendenti a dare il massimo nei giochi proposti e a scalare le posizioni tra aziende. Secondo un portavoce di LinkedIn, l’obiettivo dei giochi basati su puzzle è quello di creare momenti di divertimento, approfondire le relazioni e stimolare conversazioni.

Microsoft e il mondo del gaming: una partnership promettente?

Microsoft, proprietaria di LinkedIn, è un colosso nel settore dei videogiochi, con fatturati stellari provenienti da Xbox, Activision Blizzard e ZeniMax. È ancora da verificare se e in che modo Microsoft sarà coinvolta nel progetto di gaming di LinkedIn, ma il potenziale per una collaborazione di successo è sicuramente alto. I giochi casual basati su puzzle continuano a dominare le classifiche delle app più popolari, sia in termini di ricavi sia di coinvolgimento degli utenti. Piattaforme non strettamente legate al gaming, come giornali e riviste, hanno già sfruttato questa tendenza per aumentare il traffico, come dimostra la popolarità dei cruciverba. Ora, anche LinkedIn si prepara a cogliere questa opportunità.

Sperimentare per crescere

Negli anni, LinkedIn ha testato diverse funzionalità per aumentare l’engagement degli utenti, adattando strumenti sempre più tailor made per il suo target. Dalla formazione online allo sviluppo professionale, passando per le notizie e i contenuti video, la piattaforma ha costantemente cercato di offrire esperienze pertinenti per il mondo del lavoro. L’introduzione dei giochi online rappresenta un nuovo capitolo in questa strategia di crescita. Non resta che aspettare e vedere come gli utenti accoglieranno la novità.