Trovare personale qualificato e formato è sempre più difficile. Per questa ragione, la trasformazione digitale delle imprese italiane sta affrontando un serio rallentamento. Lo rivela un’indagine condotta da Confartigianato, che ha evidenziato che le aziende necessitano di circa 699.000 lavoratori con competenze avanzate in ambito digitale e Industria 4.0, ma solo il 51,8% di questi posti di lavoro può essere coperto con le risorse attualmente disponibili.
Si tratta di un gap significativo di circa 362.000 lavoratori, che dovrebbero avere competenze in tecnologie come intelligenza artificiale, cloud computing, Internet of Things (IoT), data analytics, big data, realtà virtuale e aumentata, e blockchain.
La diffusione della notizia sui media
La rilevazione di Confartigianato ha avuto una vasta risonanza sui media italiani. Il 21 agosto, i principali quotidiani nazionali, insieme a numerose testate locali e portali di informazione, hanno dedicato ampi approfondimenti al tema. Inoltre, vari telegiornali tra cui Tg5, Tgcom24, Tg1, Tg2, e la rubrica Focus Economia di Radio24 hanno trasmesso servizi riguardanti questa problematica, sottolineando la necessità di trovare una soluzione al più presto.
Le regioni più colpite dalla mancanza di personale qualificato
Confartigianato ha anche stilato una classifica delle regioni italiane dove la carenza di personale qualificato è più acuta. In testa alla classifica regionale si trova il Trentino-Alto Adige, dove il 65,8% dei posti di lavoro con competenze digitali richieste rimane vacante. Segue il Friuli-Venezia Giulia con il 62,6%, l’Umbria con il 60,3%, e le Marche con il 57,1%.
Anche altre regioni come Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia e Abruzzo presentano percentuali di posti vacanti superiori alla media nazionale, evidenziando una difficoltà diffusa su tutto il territorio italiano.
Le province con il maggior divario tra domanda e offerta
A livello provinciale, la situazione è ancora più critica. Bolzano guida la classifica con il 69,2% dei posti di lavoro altamente qualificati difficili da coprire. Altre province con un alto mismatch tra domanda e offerta includono Trieste, Terni, Udine e Cuneo, tutte con percentuali superiori al 65%. Province come Lucca, Lodi, Gorizia e Trento mostrano anch’esse significative difficoltà nel trovare lavoratori con le competenze digitali necessarie.
Le strategie delle imprese per colmare il gap
Per far fronte alla carenza di personale qualificato, le imprese italiane stanno adottando diverse strategie. Secondo il rapporto di Confartigianato, il 32,6% dei piccoli imprenditori ha puntato su aumenti salariali per attrarre e trattenere talenti, mentre il 28,5% ha optato per una maggiore flessibilità negli orari di lavoro. Un altro 24,9% delle imprese sta cercando di collaborare più strettamente con le scuole, in particolare quelle tecniche e professionali.
Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha sottolineato l’importanza di un’adeguata politica formativa e di un dialogo costante tra scuola, sistema educativo professionale e imprese per sostenere la transizione digitale delle aziende italiane.