Come fanno impresa le nuove generazioni di imprenditori? Cosa cambia rispetto al passato? Innanzitutto sono più tecnologici, più internazionali e con un approccio pragmatico alla finanza. Tanto che, oggi, gli under 36 rappresentano una delle spinte più dinamiche del tessuto produttivo nazionale.
A rivelarlo è il Next Gen SMB Italy Report, la ricerca condotta da Visa e presentata al Salone dei Pagamenti, che fotografa i nuovi comportamenti delle piccole e medie imprese guidate dalle nuove generazioni.
Banche tradizionali sì, ma non più centrali
In questo contesto, ci sono delle novità per quanto riguarda l’aspetto finanziario. Ad esempio, dal rapporto si scopre che le banche si confermano un punto di riferimento, ma cambia il rapporto con gli istituti tradizionali.
Il 67% dei giovani imprenditori possiede ancora un conto in una banca classica, ma solo poco più della metà – il 55% – lo considera quello principale. Gli altri affiancano alla banca tradizionale soluzioni FinTech e strumenti digitali, costruendo un modello finanziario “ibrido” che mixa sicurezza e flessibilità.
Aumenta anche la confidenza verso le piattaforme online: il 50% degli intervistati ritiene che le soluzioni FinTech siano affidabili quanto le banche “classiche”, soprattutto per la protezione dei dati e la gestione dei pagamenti.
Imprese sempre più digitali e veloci nelle decisioni
Ancora, i giovani imprenditori reputano la tecnologia quale parte integrante della gestione aziendale.
Il 62% del campione coinvolto nella ricerca utilizza strumenti online o mobile per le operazioni quotidiane, ma la vera novità è la voglia di sperimentare: il 43% usa software di contabilità, il 36% sistemi di pagamento integrati, il 30% piattaforme per la gestione della spesa e il 20% applicazioni di monitoraggio del flusso di cassa.
Un approccio che consente una visione d’impresa più moderna e connessa.
L’internazionalizzazione come motore di crescita
L’apertura ai mercati esteri è un tratto distintivo delle nuove PMI.
Le vendite oltre confine rappresentano in media il 25% del fatturato, mentre le spese per il marketing internazionale arrivano al 33%.
Si tratta di una generazione che guarda fuori dai confini nazionali con naturalezza, consapevole che la competitività passa anche dalla capacità di dialogare con clienti e partner stranieri.
Social media e nuovi metodi di pagamento
I social sono diventati un canale strategico per le imprese under 36: il 64% li utilizza per promuovere la propria attività e oltre la metà per mantenere un dialogo diretto con i clienti. Anche l’informazione passa dai social: il 34% li usa per aggiornarsi su prodotti e servizi finanziari.
Sul fronte dei pagamenti, invece, si afferma una nuova normalità digitale: accanto ai bonifici (45%), crescono i pagamenti mobile (32%), le carte virtuali (25%) e le transazioni peer-to-peer (22%).
Il contatto umano, però, resta fondamentale: il 39% delle operazioni si svolge ancora in filiale, segno del valore della relazione personale fra impresa e banca.
Cambiano i criteri di scelta
Un cambiamento importante riguarda i criteri adottati per scegliere una banca. Rispetto al passato, oggi contano maggiormente l’integrazione dei software (23%), la qualità dei servizi online (31%) e la presenza fisica delle filiali (31%), senza trascurare i costi delle commissioni (32%).
Un equilibrio tra tradizione e innovazione che, secondo Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia, “rappresenta la chiave per costruire soluzioni bancarie davvero su misura, capaci di sostenere le ambizioni di crescita delle nuove generazioni d’impresa”.