AI: in Italia cresce del 50% toccando 1,8 miliardi di euro nel 2025  

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano nel 2025 il mercato italiano dell’AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, +50% rispetto al 2024.
Il 46% del mercato è frutto di soluzioni di GenAI o di progetti ibridi, il restante 54% di progetti in prevalenza di Machine Learning.

Tra le soluzioni, i sistemi conversazionali o di analisi dei testi detengono la quota più importante (39%, in particolare, applicazioni GenAI sulla knowledge base aziendale), seguiti da sistemi di Data Exploration, Prediction&Optimization (30%), generazione/analisi di immagini, video/audio (16%), Recommendation Systems (11% ), Process Orchestration e Agentic AI (4%).

La diffusione tra grandi imprese e Pmi

Le aziende italiane che offrono soluzioni e servizi di AI sono 1010, mentre le 135 startup finanziate negli ultimi 5 anni propongono principalmente soluzioni verticali soprattutto per i settori Healthcare e Fintech.
Nel 2025 il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto di AI (nel 2024 erano il 59%) e il 60% conta almeno un’iniziativa progettuale di GenAI.
Tuttavia, solo per una grande impresa su cinque la pervasività dell’AI è buona in diverse funzioni aziendali.

I casi d’uso più diffusi riguardano i chatbot conversazionali per supporto clienti e assistenza agli operatori e soluzioni di Intelligent Document Processing. Le funzioni più coinvolte, ICT, Customer Service, Business Development&Sales e Production&Operations.
Tra le Pmi, la diffusione delle sperimentazioni scende al 15% delle medie imprese e al 7% delle piccole. Ma il 20% del totale sta valutando di attivare progetti nel breve periodo.

Un italiano su due la usa al lavoro

In media, il 47% dei lavoratori utilizza strumenti di AI in azienda, e tra questi, circa quattro su dieci stimano un risparmio di oltre 30 minuti nelle ultime due attività in cui li hanno utilizzati.

Se l’impatto sul tempo non è poi così radicale, ben quattro lavoratori su dieci grazie all’AI svolgono attività che altrimenti non sarebbero in grado di fare. E gli effetti sono già rilevanti sulla domanda di competenze: nel 2025 cresce del 93% il numero di annunci di lavoro pubblicati in Italia che richiedono skill di AI. Tanto che nel 76% delle offerte per profili white-collar ad alta qualificazione compaiono competenze di AI tra i requisiti per candidarsi.

La governance artificiale

Solo una ristretta minoranza di imprese italiane però è davvero pronta nella gestione e compliance dell’AI. Tra le grandi imprese, appena il 9% ha una governance strutturata dell’Intelligenza artificiale, con responsabilità delineate e allineamento delle iniziative con i principi etici e gli obiettivi aziendali.
Una fetta consistente (54%), invece, si sta muovendo per strutturare una governance centralizzata.

Quanto agli adempimenti previsti dall’AI Act, oltre un’azienda su due ha avviato iniziative di alfabetizzazione. Ma solo il 15% ha in corso un progetto strutturato di adeguamento, già integrato con altre normative applicabili.

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