Curiosità, economia, tecnologia.

Compravendite di abitazioni nel 2024: dove si registra la maggiore ripresa?

Nel secondo trimestre del 2024, il mercato immobiliare residenziale ha registrato una ripresa delle compravendite di abitazioni, secondo il rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate. In questo periodo, sono state vendute circa 186 mila abitazioni, con un incremento dell’1,2% rispetto allo stesso trimestre del 2023, invertendo il trend negativo del trimestre precedente, che aveva visto un calo del 7,2%.

L’andamento nelle grandi città: Milano e Firenze in calo

L’andamento del mercato immobiliare nelle otto principali città italiane mostra una situazione variegata. Milano e Firenze hanno subito forti cali, rispettivamente del 7,3% e dell’8,15%. In contrasto, Roma e Genova hanno visto un aumento delle compravendite, con crescite del 3,4% e del 3,9%. Questo dimostra come la ripresa non sia uniforme su tutto il territorio nazionale, con città come Bologna e Torino che presentano flessioni più contenute.

Aree periferiche in crescita

L’aumento degli scambi immobiliari è stato particolarmente rilevante nelle aree del Nord e del Centro Italia, con i comuni minori che hanno trainato la crescita. In queste aree, la variazione positiva è stata dell’1,6%, una percentuale superiore rispetto a quella registrata nei capoluoghi, dove la crescita è stata più modesta (+0,2%). Le abitazioni più richieste sono state quelle di piccole dimensioni, inferiori ai 50 metri quadrati, e quelle di grandi dimensioni, superiori ai 115 metri quadrati, entrambe con un aumento del 2% circa.

Aumenta il ricorso ai mutui ipotecari 

Un altro dato rilevante emerso dal rapporto riguarda l’aumento della quota di persone fisiche che hanno acquistato un’abitazione ricorrendo a un mutuo ipotecario, che ha superato il 40%, in crescita rispetto al trimestre precedente. Questo indica un maggiore accesso al credito per l’acquisto di immobili, soprattutto nelle aree del Nord e del Centro Italia.

Lo stato di salute del mercato delle locazioni

Il mercato delle locazioni, invece, ha registrato una flessione nel secondo trimestre del 2024, con una diminuzione del 2,7% nel numero di nuovi contratti rispetto allo stesso periodo del 2023. Tuttavia, sono aumentati i contratti transitori (+1,3%) e quelli agevolati per studenti, con un incremento del 4,5% per le abitazioni locate interamente e del 25,7% per porzioni di esse. Il canone complessivo ha superato i 1,3 miliardi di euro, in crescita su base annua.

YouTube: al via nuove misure di sicurezza per gli adolescenti

Proteggere i minori è una delle priorità di tutte le piattaforme on line. Le più recenti novità in questo ambito arrivano da YouTube, che ha annunciato l’implementazione di una serie di misure di sicurezza dedicate agli adolescenti, con l’obiettivo di tutelare meglio i giovani utenti della piattaforma, sia a livello globale sia in Italia.
Queste iniziative, riferisce Ansa, includono una serie di restrizioni sui contenuti potenzialmente dannosi e strumenti di supporto per la salute mentale, oltre a una nuova funzione di supervisione per i genitori.

Limitazioni sui contenuti potenzialmente dannosi

Una delle principali novità riguarda la limitazione dei video consigliati che promuovono confronti fisici o mostrano comportamenti socialmente aggressivi, come scontri e intimidazioni, anche se non fisici. Questo tipo di contenuti può influenzare negativamente la percezione di sé negli adolescenti, e YouTube sta adottando misure per ridurre la loro diffusione tramite l’algoritmo dei suggerimenti.
In questo modo, la piattaforma spera di creare un ambiente più sicuro per i giovani, proteggendoli da contenuti che potrebbero minare la loro autostima o incoraggiare atteggiamenti dannosi.

“Riquadri” per favorire la salute mentale

YouTube ha introdotto anche in Italia nuovi strumenti di supporto in caso di crisi emotive. Questi riquadri, visibili durante la navigazione, offrono informazioni utili e risorse per chi cerca aiuto in situazioni di emergenza legate al suicidio o all’autolesionismo. L’obiettivo è fornire un accesso rapido a risorse di supporto professionale per chiunque ne abbia bisogno, promuovendo una maggiore consapevolezza e accesso ai servizi di salute mentale.

Supervisione per genitori e adolescenti

Un’altra novità significativa è l’introduzione di una nuova esperienza di supervisione che permette ai genitori di collegare i propri account a quelli dei loro figli adolescenti. Questo strumento consente ai genitori di ricevere notifiche e insight sull’attività dei propri figli su YouTube, facilitando così il dialogo e offrendo la possibilità di guidarli verso un uso responsabile della piattaforma. Il sistema mira a creare un ambiente collaborativo, dove i genitori possono fornire consigli in tempo reale e monitorare la creazione di contenuti da parte dei ragazzi.

Collaborazioni con esperti e progetti futuri

Le nuove misure sono state sviluppate in collaborazione con il Youth and Families Advisory Committee di YouTube, un gruppo di esperti in sviluppo infantile, apprendimento digitale e media per bambini. Inoltre, YouTube ha stretto una partnership con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per creare risorse pubbliche sul benessere online degli adolescenti.

La piattaforma ha dichiarato che ulteriori iniziative saranno lanciate in futuro per migliorare la sicurezza e il benessere digitale dei giovani utenti.

Manca personale: in crisi la transizione digitale delle imprese italiane

Trovare personale qualificato e formato è sempre più difficile. Per questa ragione, la trasformazione digitale delle imprese italiane sta affrontando un serio rallentamento. Lo rivela un’indagine condotta da Confartigianato, che ha evidenziato che le aziende necessitano di circa 699.000 lavoratori con competenze avanzate in ambito digitale e Industria 4.0, ma solo il 51,8% di questi posti di lavoro può essere coperto con le risorse attualmente disponibili.

Si tratta di un gap significativo di circa 362.000 lavoratori, che dovrebbero avere competenze in tecnologie come intelligenza artificiale, cloud computing, Internet of Things (IoT), data analytics, big data, realtà virtuale e aumentata, e blockchain.

La diffusione della notizia sui media

La rilevazione di Confartigianato ha avuto una vasta risonanza sui media italiani. Il 21 agosto, i principali quotidiani nazionali, insieme a numerose testate locali e portali di informazione, hanno dedicato ampi approfondimenti al tema. Inoltre, vari telegiornali tra cui Tg5, Tgcom24, Tg1, Tg2, e la rubrica Focus Economia di Radio24 hanno trasmesso servizi riguardanti questa problematica, sottolineando la necessità di trovare una soluzione al più presto.

Le regioni più colpite dalla mancanza di personale qualificato

Confartigianato ha anche stilato una classifica delle regioni italiane dove la carenza di personale qualificato è più acuta. In testa alla classifica regionale si trova il Trentino-Alto Adige, dove il 65,8% dei posti di lavoro con competenze digitali richieste rimane vacante. Segue il Friuli-Venezia Giulia con il 62,6%, l’Umbria con il 60,3%, e le Marche con il 57,1%.

Anche altre regioni come Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia e Abruzzo presentano percentuali di posti vacanti superiori alla media nazionale, evidenziando una difficoltà diffusa su tutto il territorio italiano.

Le province con il maggior divario tra domanda e offerta

A livello provinciale, la situazione è ancora più critica. Bolzano guida la classifica con il 69,2% dei posti di lavoro altamente qualificati difficili da coprire. Altre province con un alto mismatch tra domanda e offerta includono Trieste, Terni, Udine e Cuneo, tutte con percentuali superiori al 65%. Province come Lucca, Lodi, Gorizia e Trento mostrano anch’esse significative difficoltà nel trovare lavoratori con le competenze digitali necessarie.

Le strategie delle imprese per colmare il gap

Per far fronte alla carenza di personale qualificato, le imprese italiane stanno adottando diverse strategie. Secondo il rapporto di Confartigianato, il 32,6% dei piccoli imprenditori ha puntato su aumenti salariali per attrarre e trattenere talenti, mentre il 28,5% ha optato per una maggiore flessibilità negli orari di lavoro. Un altro 24,9% delle imprese sta cercando di collaborare più strettamente con le scuole, in particolare quelle tecniche e professionali.

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha sottolineato l’importanza di un’adeguata politica formativa e di un dialogo costante tra scuola, sistema educativo professionale e imprese per sostenere la transizione digitale delle aziende italiane.

Vacation Shaming, perchè richiedere le ferie è motivo di stress?

Per molti lavoratori italiani, agosto rappresenta il mese ideale per staccare la spina dal lavoro e godersi le meritate vacanze estive. Tuttavia, per alcuni, richiedere ferie non è un processo privo di difficoltà. Un recente sondaggio di The Adecco Group, come riferisce Adnkronos, rivela che il 58% dei lavoratori ha sperimentato, almeno una volta, il fenomeno del Vacation Shaming.

Questo termine descrive la situazione in cui i lavoratori si sentono colpevoli o temono conseguenze negative per aver richiesto giorni di vacanza. Il problema colpisce in particolare i Millennials e la Gen Z, che spesso temono di subire ripercussioni lavorative o di entrare in conflitto con colleghi e superiori.

Il fenomeno del Vacation Shaming

Il Vacation Shaming è alimentato da diverse cause. Tra queste, il carico di lavoro è il principale fattore deterrente per il 28% degli intervistati. Inoltre, il 17% dei lavoratori evita di richiedere ferie temendo un giudizio negativo da parte del proprio capo. Infine, il 13% rinuncia a prendere giorni di vacanza per non sentirsi in colpa verso i colleghi, che potrebbero dover sopportare un carico di lavoro maggiore in loro assenza.

La necessità di creare un ambiente di lavoro sano

Secondo Monica Magri, direttrice delle risorse umane di The Adecco Group Italia, il timore e i sensi di colpa sono sentimenti diffusi soprattutto tra le nuove generazioni. Per affrontare questi problemi, è fondamentale creare un ambiente di lavoro che favorisca il dialogo e promuova modelli di business sostenibili.

L’obiettivo deve essere quello di costruire una cultura aziendale che tuteli la salute psicofisica dei dipendenti, dove la collaborazione e l’organizzazione del lavoro siano strumenti per uscire da dinamiche tossiche e trovare un equilibrio tra vita lavorativa e personale.

Stress e salute mentale: le priorità dei lavoratori

Il sondaggio Global Workforce of the Future condotto da The Adecco Group nel 2023 evidenzia che oltre un terzo dei lavoratori italiani ha sofferto di stress lavorativo estremo, causato principalmente da un eccessivo carico di lavoro e responsabilità. Per contrastare questi problemi, i lavoratori ritengono fondamentale il rispetto dei periodi di ferie (18%), il riconoscimento degli obiettivi raggiunti (34%) e una gestione realistica delle aspettative lavorative (20%).

La responsabilità di tutelare il benessere dei dipendenti ricade principalmente sui manager e leader aziendali, considerati responsabili dal 48% degli intervistati.

Tecnologia di consumo rallenta ancora: I semestre 2024 fatturato -4,7%

La conferma arriva dai dati GfK Market Intelligence relativi al I semestre 2024: prosegue il trend negativo della domanda italiana di beni tecnologici, che continuano a vivere una fase di rallentamento.
In particolare, il mercato italiano della Tecnologia di consumo ha segnato una flessione del fatturato pari al -4,7% a valore rispetto allo stesso periodo del 2023, attestandosi a 7 miliardi di euro.

Qualche spiraglio arriva dai dati più recenti. Nel mese di giugno il mercato dei prodotti tecnologici, pur rimanendo in area negativa (-1,4% a valore), mostra segnali di stabilizzazione. Ma in generale, lo scenario evidenzia una persistente debolezza del settore dopo le vendite record registrate negli anni della pandemia.

Tutti i segmenti col segno meno tranne il Piccolo Elettrodomestico

La negatività riguarda sia le vendite effettuate sui canali tradizionali, diminuite del -5,3% rispetto al primo semestre del 2023, sia quelle effettuate sul canale online, anche se in maniera più limitata. In questo caso il calo è stato del -2,9% a valore.

Nel periodo analizzato, risultano negativi tutti i segmenti che compongono la Tecnologia di consumo, a eccezione del Piccolo Elettrodomestico, che cresce del +5,8% rispetto ai primi sei mesi 2023.
In particolare, tra i prodotti più importanti per giro d’affari si segnala la crescita delle vendite di Aspirapolvere (+2,4%).

Ma a giugno Elettronica di Consumo +6,3% a valore

Perde terreno rispetto allo scorso anno la Telefonia (-4,3% a valore) che si conferma come il settore più importante per giro d’affari generato.
In questo comparto, i dati GfK evidenziano una contrazione della domanda di Smartphone (-4,5%), parzialmente compensata dalla crescita delle vendite di Smartwatch con SIM (+4,5%).

Tra i settori che hanno registrato le performance peggiori nel primo semestre del 2024 ci sono la Fotografia (-12,4%) e l’Elettronica di Consumo (-10,2%), quest’ultima da tempo alle prese con un calo della domanda.
Il mese di giugno, tuttavia, ha mostrato un rimbalzo del +6,3% a valore per l’Elettronica di Consumo, un segnale incoraggiante attribuibile in parte ai grandi eventi sportivi dell’estate 2024 (Campionati europei di calcio e Olimpiadi), che hanno spinto molti italiani ad acquistare un nuovo televisore.

L’Home Comfort alle prese con un inizio estate anomalo

Quanto alle vendite dell’Home Comfort (-0,2%) nella prima parte dell’anno mostrano una leggera flessione. Questo settore, sempre meno legato ai ritmi stagionali, sembra aver risentito di un inizio estate anomalo, con precipitazioni abbondanti e temperature sotto la media in molte zone d’Italia, ma nel mese di giugno ha visto tornare il segno positivo (+1,8% rispetto a giugno 2023).

Anche il settore dell’Information Technology/Office e il Grande Elettrodomestico chiudono il semestre in negativo, registrando rispettivamente un calo delle vendite del -8,7% e del -4,6% a valore.
In questo caso, nemmeno il mese di giugno ha invertito questa tendenza.

Vacanze, come collegarsi al Wi-Fi pubblico in sicurezza?

Cosa c’è di più comodo che trovare un Wi-Fi pubblico quando si viaggia? Avere la possibilità di collegarsi alla rete in aeroporti, centri commerciali o bar durante le vacanze è una risorsa preziosa per evitare i costi di traffico dati, spesso elevati all’estero. Ma questa comodità richiede una buona dose di attenzione per proteggere i propri dati personali.

La ricerca “Cybersecurity in viaggio, come evitare le truffe in vacanza” di Kaspersky esplora le abitudini tech degli italiani in viaggio e mette in evidenza i possibili rischi di cyber security. 

I rischi delle reti non private

Il Wi-Fi pubblico permette di rimanere comodamente connessi in viaggio, evitando i costi elevati delle tariffe dati all’estero. Tuttavia, è importante conoscere i rischi associati e le misure di sicurezza da adottare. I cyber criminali possono creare reti Wi-Fi false o compromettere quelle esistenti, utilizzando nomi simili a quelli delle reti legittime per indurre gli utenti a connettersi. Una volta connessi, le informazioni personali come login ai social media, dati bancari e indirizzi e-mail possono essere compromessi.

Connessioni senza pericoli, a cosa prestare attenzione?

Gli esperti di Kaspersky suggeriscono diverse misure per proteggersi quando si utilizza il Wi-Fi pubblico. Innanzitutto, è importante connettersi solo quando necessario, così da abbattere i fattori di rischio. Poi, occorre verificare l’autenticità della rete, chiedendo al personale della struttura per evitare connessioni a reti ingannevoli; fare attenzione alla pagina di login della rete Wi-Fi pubblica, evitando le situazioni in cui vincono richieste credenziali personali come l’accesso ai social; evitare le transazioni sensibili sul Wi-Fi pubblico, come l’accesso all’home banking; usare una VPN per migliorare privacy e sicurezza.

Le moderne VPN criptano i dati e proteggono le attività online da accessi non autorizzati, garantendo sicurezza e privacy senza influire sulla velocità di Internet.

Protezione avanzata con le VPN

Seguendo questi consigli e utilizzando una VPN affidabile, l’esperienza di navigazione sulle reti Wi-Fi pubbliche rimane privata. Oltre a garantire la crittografia dei dati, alcune soluzioni di sicurezza proteggono da vari rischi informatici come il phishing e lo spoofing DNS. La crittografia VPN aiuta a difendersi dagli attacchi mirati che sfruttano la cronologia di navigazione e altre informazioni sensibili, offrendo una solida protezione contro i potenziali pericoli delle reti Wi-Fi aperte.

Gli utenti apprezzano le reti protette

Dalla ricerca di Kaspersky emerge che oltre un terzo degli intervistati è consapevole della maggiore sicurezza garantita dalle VPN nella connessione. Con la crescente abitudine allo smart working, quasi la metà degli italiani utilizza una VPN per collegarsi in modo sicuro a internet e alla rete dell’ufficio da remoto, anche in vacanza. Questo dimostra l’importanza delle VPN come misura di cyber sicurezza quotidiana.

“Grazie alla VPN, gli utenti migliorano la loro sicurezza e assicurano una protezione continua della privacy”, commenta Cesare D’Angelo, General Manager Italy di Kaspersky, sottolineando l’importanza di una difesa robusta contro i rischi del digitale.

Cambiare lavoro: perchè si rifiuta un’offerta?

La decisione di un cambiamento professionale rappresenta un momento delicato durante il quale è necessario valutare un’infinità di fattori. Oggi, ad esempio, per molti lavoratori la flessibilità e l’equilibrio tra vita personale e lavorativa sono spesso più importanti della crescita retributiva. In questo contesto, Adecco ha svolto un’indagine approfondita per capire i principali motivi che spingono i candidati a rifiutare nuove opportunità di impiego.

Aspettative disattese

Secondo l’indagine, il 36,7% dei candidati rifiuta un’offerta di lavoro a causa delle ‘aspettative disattese’. Questo significa che i candidati si aspettano non solo un miglioramento economico, ma anche vantaggi come la possibilità di smart working, benefits, premi e prospettive di crescita all’interno dell’azienda. 

Massimiliano Medri, Managing Director di Adecco Italia, ha commentato: “I dati dell’indagine confermano come i lavoratori italiani oggi abbiano aspettative ben precise e non siano disposti a scendere a compromessi su aspetti cruciali per il loro benessere lavorativo e personale. Questi aspetti diventano sempre più cruciali anche per le aziende che dovranno tenerne sempre più conto in ottica di attrarre nuovi talenti”.

Tempi di selezione troppo lunghi

Un altro motivo significativo è rappresentato dai tempi del processo di selezione. Il 30,38% dei candidati rifiuta una proposta di lavoro perché ha ricevuto un’offerta più interessante da terzi in tempi più rapidi. Questo sottolinea l’importanza per le aziende di avere processi di selezione efficienti e veloci.

La controproposta del “vecchio” datore di lavoro

Il 28,69% dei candidati decide di rimanere con il proprio datore di lavoro a seguito di una controproposta, che non necessariamente deve essere di natura economica. Questo fenomeno, riferisce Adnkronos, indica che i lavoratori apprezzano anche altri tipi di incentivi e benefici.

Paura del cambiamento

La paura del cambiamento limita l’accettazione di una nuova proposta di lavoro per il 21,52% dei candidati. Molti, a un passo dall’accettazione di una nuova offerta, decidono di restare nel loro attuale contesto lavorativo per evitare l’ansia e l’incertezza legate a un nuovo ambiente.

Offerte peggiorative

Solo il 10,55% dei candidati rifiuta un’offerta di lavoro perché peggiorativa rispetto al proprio pacchetto retributivo attuale. Quando l’aspetto retributivo è centrale, i candidati si aspettano un incremento economico pari o superiore al 20%.

Percezione dell’azienda

Infine, l’8,65% dei candidati rifiuta una proposta di lavoro a causa di una percezione negativa dell’azienda o dei suoi referenti, sviluppata durante il processo di selezione o attraverso referenze negative raccolte da terzi. Questo dimostra quanto sia importante per le aziende mantenere una buona reputazione e una comunicazione chiara e trasparente con i candidati.

Tecnologie intelligenti: quali saranno i futuri desiderabili secondo l’Osservatorio FUTURES?

Oltre all’Intelligenza artificiale generativa, nel prossimo futuro anche altre tecnologie emergenti potenzieranno molte esperienze della quotidianità.
Nel 2035 la maggior parte delle tecnologie sarà intelligente e generativa, in grado di rendere più efficienti le attività e migliorare il benessere delle persone, dalla cura personale all’alimentazione, dall’intrattenimento alla socialità.

La prima edizione dell’Osservatorio FUTURES – Sense Making by System Thinking della School of Management del Politecnico di Milano, presentata nel corso del convegno dal titolo ‘Imaging Distant Futures: Human Wellbeing in the era of Intelligent Technologies (2035)’, ha provato a immaginare ‘i futuri distanti’ negli ambiti Purposeful Nest, Meaningful Production e Relational Proximity.

Coltivare diverse occupazioni e costruire un’identità poliedrica

In tali futuri desiderabili, anche la relazione con l’attività lavorativa sarà contraddistinta da maggiore varietà consentendo a ciascun individuo di coltivare diverse occupazioni e quini costruire un’identità poliedrica.

Mentre i futuri vicini prendono spunto da fenomeni attualmente visibili e robusti (ad esempio, trend tecnologici, dinamiche di mercato), i futuri distanti si basano da un lato sull’intelligenza collettiva nel riconoscere segnali deboli e sorprendenti, dall’altro sull’immaginazione morale.
In altre parole, i futuri distanti emergono da un atteggiamento progettuale nei confronti del futuro.

Il Purposeful Nest

“In questa prima edizione dell’Osservatorio ci siamo concentrati sul tema del benessere umano nell’era delle tecnologie intelligenti – spiega Emilio Bellini, direttore dell’Osservatorio  -. Mettere la persona al centro è il primo passo verso una salute e un benessere a misura d’uomo”.
I futuri distanti nell’ambito Purposeful Nest enfatizzano la centralità del benessere personale, la necessità di coltivare un’identità multiforme, impegnandosi in più occupazioni, rifiutando identità ed etichette basate sulla carriera.

Empatia, comunità e connessione umane autentiche diventano elementi fondamentali affinché i contributi individuali abilitino il raggiungimento di obiettivi collettivi. La tecnologia diviene il fattore abilitante per ogni scelta consapevole, utile a bilanciare differenti occupazioni, migliorare la comunicazione e rispettare privacy e legalità.

La Meaningful Production

I futuri distanti elaborati nell’ambito Meaningful Production prospettano nel 2035 ambienti di lavoro più appaganti, supportati da modelli ibridi e dall’AI. Il futuro delle organizzazioni dipenderà dalla capacità di diventare luoghi di apprendimento permanente, promuovendo un cambiamento culturale basato su valori e merito. Il tempo del lavoro e della vita personale saranno sempre più integrati, senza distinzione rigida. Le aziende dovrebbero creare le condizioni perché le persone possano armonizzarli il più possibile e utilizzare la tecnologia per liberare gli individui da attività senza valore.

Nell’ambito Relational Proximity emerge l’esigenza di un rapporto più equilibrato tra uomo e natura, in cui la tecnologia favorisca da un lato le connessioni fisiche e il benessere personale, e dall’altro un maggiore rispetto dell’ambiente. Si affermerà il concetto di inclusività a tutto tondo, nel promuovere l’innovazione guidata da uno scopo per contribuire allo sviluppo umano.

Innovazione e competenze digitali: il rapporto EIS per il 2024

Una bussola delle performance per l’impegno dell’Europa e per promuovere l’innovazione: è l’European Innovation Scoreboard (EIS), il rapporto della Commissione Europeache dal 2001 fornisce una valutazione comparativa delle performance di ricerca e innovazione (R&I) degli Stati membri dell’UE, dei paesi europei limitrofi e di alcuni paesi terzi (concorrenti globali).

Il compito è quello di aiutare gli stakeholder a valutare le aree in cui concentrare gli sforzi per potenziare le performance innovative, considerando il contesto socio-economico nazionale.
I risultati dell’EIS possono rivelare quali dimensioni dei sistemi nazionali di innovazione sono particolarmente deboli o forti e quindi dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte dei responsabili delle politiche.

I Paesi membri progrediscono a ritmi diversi

Il miglioramento del 10% nella performance innovativa dell’UE tra il 2017 -2024 rappresenta un progresso, in buona parte legato all’attuazione in corso della Nuova Agenda Europea per l’Innovazione, lanciata nel 2022.
L’EIS mostra però che gli Stati membri stanno progredendo a ritmi diversi nelle performance di innovazione, con miglioramenti particolari tra i Paesi del nord Europa che già superano la media UE, spinti da progressi significativi nelle collaborazioni di ricerca e nell’adozione delle tecnologie digitali.

Il rapporto classifica gli Stati membri UE in quattro gruppi in base alla loro performance innovativa: Leader dell’Innovazione, Innovatori Forti, Innovatori Moderati ed Emergenti.

In Italia l’innovazione è moderata 

L’Italia, rientra nel gruppo degli Innovatori Moderati, mostrando una performance sotto della media UE.
Il sistema Italia si è distinto in settori come investimenti aziendali e digitalizzazione, suggerendo un ambiente favorevole per le start-up e le imprese esistenti che investono in tecnologia e innovazione. Sono tuttavia i restanti indicatori a determinare un consistente ritardo dell’Italia rispetto ai Paesi cosiddetti Leader dell’Innovazione.

Mentre negli indicatori Collaborazioni Pubblico-Privato (cruciale per trasformare la ricerca in applicazioni commerciali), Capacità di Attrazione dei Sistemi di Ricerca e Competenze Digitali della Popolazione, l’Italia si posiziona ben al di sotto della media UE.

La Corea del Sud è il concorrente globale più innovativo

Nella Top 5 per Investimenti Aziendali in R&D si colloca la Germania, seguita da Svezia, Finlandia, Danimarca e Francia.
La Finlandia occupa il primo posto tra i paesi dell’Unione anche negli indicatori Digitalizzazione e Competenze Digitali, riporta Adnkronos, mentre la Danimarca è la più innovativa.

Il rapporto mette anche a confronto i risultati europei con il resto del mondo, dove la Corea del Sud rimane il concorrente globale più innovativo nel 2024, superando l’UE del 21,1%.
Canada, Stati Uniti e Australia sono avanti rispetto all’UE, mentre la Cina ha mostrato un notevole aumento delle performance innovative. Dal 2017 sta crescendo più di tutti (+28,2%), ha superato il Giappone e sta raggiungendo l’UE.

e-commerce B2B: in Europa a fine 2024 arriverà a 1,67 miliardi

Il commercio digitale B2B è un canale sempre più determinante per lo sviluppo delle imprese internazionali e italiane. Con un ritmo di crescita del +12% all’anno, a oggi l’e-commerce B2B vale 23,4 miliardi di dollari a livello mondiale. A .livello europeo, si stima un valore di circa 1,67 miliardi di dollari entro la fine dell’anno (+11% vs 2023) e oltre 1,8 miliardi di dollari entro il 2025.

Nel 2024 l’Europa detiene il 6% del valore globale del commercio digitale B2B, di cui il 79% in mano ai paesi APAC. Ma la digitalizzazione del comparto B2B coinvolge anche il nostro Paese, dove nel 2022 incideva del 21% sul totale del transato B2B
È quanto emerge dal Netcomm Focus B2B Digital Commerce, dal titolo ‘La trasformazione omnicanale delle filiere e delle relazioni tra imprese’.

Le prospettive per il commercio digitale italiano

La trasformazione digitale del commercio B2B risponde alla necessità di soddisfare le esigenze dei buyer di nuova generazione, sempre più interessati alla proposta di progetti tailored, sia in ottica di personalizzazione del processo di acquisto, sia nell’offerta di servizi di pagamento e di customer care orientati al B2B.

La sfida per le aziende italiane del settore consiste oggi nell’incontrare le esigenze di seller e buyer includendo i processi di digitalizzazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie all’interno di un’ampia strategia, con l’obiettivo di integrare i sistemi aziendali già esistenti e di rispondere prontamente alle nuove esigenze del mercato.

Il dominio delle nuove tecnologie

La sfida per le aziende italiane del settore consiste nell’incontrare le esigenze di seller e buyer includendo i processi di digitalizzazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie all’interno di un’ampia strategia.
L’obiettivo è integrare i sistemi aziendali già esistenti e rispondere prontamente alle nuove esigenze del mercato.

Il settore del B2B in Italia si affaccia oggi all’introduzione e al dominio di tecnologie quali il Machine Learning e L’AI, lo sviluppo di sistemi come l’Headless Commerce, che consiste nella separazione tra front-end e back-end di applicazioni e siti di e-commerce, e il Composable Commerce, un’architettura basata sulla selezione delle migliori soluzioni commerciali per creare una ‘composizione’ di servizi ad hoc.

Autonomia e agilità: due elementi imprescindibili

Queste soluzioni avanzate consentono di gestire in modo più efficiente e disintermediato i processi di vendita, dove autonomia e agilità si presentano come elementi imprescindibili.

Secondo Netcomm, dunque, le aziende del nostro Paese dovranno andare incontro a un ripensamento della struttura organizzativa, sempre più orientata alla costruzione di un e-commerce omnicanale e ibrido, in cui anche la figura del venditore subirà una necessaria trasformazione, passando dal ruolo di Order Manager a quello di Brand Ambassador, grazie all’acquisizione di nuove competenze finalizzate alle vendite ibride.