Curiosità, economia, tecnologia.

Qual è l’impatto socioeconomico dei pagamenti digitali?

I pagamenti digitali possono avere un impatto in termini di efficienza economica e creazione di un tessuto sociale più connesso e inclusivo.
A riscontrare maggiori benefici dall’utilizzo dei pagamenti digitali saranno soprattutto le Piccole e medie imprese. Oggi il 67% delle Pmi europee accetta pagamenti con carte di credito o di debito, e l’accettazione tramite carta o mobile potrà avere un impatto positivo sui loro profitti.

Emerge da uno studio di Visa presentato al Visa Payments Forum, l’annuale evento internazionale in corso a Parigi. Secondo lo studio, sono cinque i trend chiave che stanno plasmando il futuro dei pagamenti: digital ID, miliardi di consumatori che si trasformano anche in potenziali venditori, servizi configurabili, embedded finance e AI. Gran parte della tecnologia per la loro realizzazione esiste già, ma non è distribuita in modo uniforme.

La tecnologia al servizio di imprese e consumatori

Offrire un’ampia libertà di scelta di pagamenti digitali contribuisce ad aumentare anche le opportunità di vendita.
L’introduzione di Click to Pay, ad esempio, potrebbe ridurre il tempo del check-out fino al 40% durante gli acquisti online, rendendo l’esperienza dei clienti più rapida e agevole. Infatti, questa soluzione consente di inserire i dati della carta di credito, debito o prepagata, nell’app di pagamento solo la prima volta, in modo da poter poi pagare in seguito con un solo clic su tutti i siti in cui è disponibile il servizio.

Un rivenditore che adotta Click to Pay potrebbe aumentare i propri ricavi fino al 30%. Un risultato significativo che per le Pmi dell’Unione Europea e Regno Unito potrebbe generare un aumento annuale di 51 miliardi di euro nelle vendite e-commerce.

Pagamenti biometrici in accelerazione, soprattutto in Italia 

Anche i pagamenti biometrici sono destinati ad accelerare, soprattutto in Italia, dove quasi 2 consumatori su 5 sono disposti a sostituire i propri oggetti di uso quotidiano con dispositivi a funzione biometrica.

Una volta divenuta di uso quotidiano e diffusa, la biometria potrebbe ridurre le frodi anche di 483 milioni di euro l’anno, mentre le Pmi dell’UE e del Regno Unito potrebbero ottenere fino a 43 miliardi di euro di vendite aggiuntive all’anno, di cui il 5% solo in Italia.

L’AI come chiave per sbloccare nuove opportunità imprenditoriali

L’adozione di strumenti digitali come l’AI possono aiutare i consumatori nella gestione delle proprie finanze, con un potenziale aumento dei risparmi tra 130 e 250 miliardi di euro all’anno in tutta Europa.
Particolarmente ottimiste riguardo l’uso dell’AI sono le generazioni più giovani, soprattutto in Italia, dove il 44% delle persone tra 18 e 34 anni ritiene che tecnologia avrà un impatto positivo sul loro stile di vita.

Sempre in Italia, oltre la metà degli intervistati (52%) considera l’AI la chiave per sbloccare nuove opportunità imprenditoriali. Tanto che prenderebbe in considerazione la gestione di un’attività online o la vendita di articoli online per ottenere qualche guadagno in più nel caso in cui l’AI potesse aiutarli ad avviarla.

Perchè gli italiani sono i collezionisti più appassionati d’Europa?

Nel XXI secolo, il mondo del collezionismo ha vissuto profondi cambiamenti, con l’emergere di nuove modalità e categorie di oggetti da collezionare. Una ricerca realizzata da Catawiki, marketplace per oggetti speciali, e Hypebeast, piattaforma di riferimento per la cultura contemporanea, analizza queste trasformazioni e offre previsioni sulle tendenze future.
Lo studio, intitolato “21st Century Collecting”, è stato condotto grazie agli strumenti di Hypemind, un’unità di ricerca di Hypebeast specializzata nell’interpretazione di fenomeni culturali per prendere decisioni strategiche.

L’identikit del collezionismo in Europa

L’indagine ha coinvolto oltre 4.500 persone in Italia, Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi, intervistando sia collezionisti attivi che potenziali. I dati mostrano una crescente passione per il collezionismo: quasi il 50% degli adulti europei possiede una collezione e spende in media 1.500 euro l’anno. Inoltre, si prevede che nei prossimi 3-5 anni le spese per il collezionismo aumenteranno del 30%.

Italia: il mercato più dinamico 

In Italia, il collezionismo è particolarmente radicato: 6 italiani su 10 dichiarano di possedere almeno una collezione, per un totale di 33 milioni di collezionisti. Il primato regionale appartiene alla Lombardia, seguita da Campania, Sicilia, Lazio e Veneto. Le categorie preferite includono libri (49%), orologi (33%), gioielli e fotografie (32%), oltre a banconote e monete (32%).

Nel 2023, la spesa media per il collezionismo in Italia ha raggiunto 1.381 euro, superando quella delle vacanze estive (1.130 euro). Questo trend crescerà più velocemente rispetto ad altri Paesi europei, con un aumento del 37% entro i prossimi anni. La spesa prevista per la Gen X potrebbe raggiungere i 2.092 euro.

La tecnologia cambierà il collezionismo? 

La tecnologia sta giocando un ruolo chiave nella trasformazione del collezionismo. Oltre il 78% dei collezionisti italiani ritiene che le innovazioni digitali avranno un impatto significativo sulla gestione delle collezioni, mentre il 74% prevede che piattaforme di streaming cambieranno il modo di acquistare e possedere oggetti.

Oggetti tecnologici come vecchi telefoni cellulari, console e videogame stanno già diventando molto ricercati. In parallelo, categorie tradizionali come vinili, gioielli, francobolli e fumetti continueranno ad avere una forte presenza.

Preservare il patrimonio e generare valore

Gli italiani collezionano non solo per passione, ma anche con l’obiettivo di preservare il valore degli oggetti per le future generazioni. Tuttavia, l’aspetto economico è sempre più rilevante: il 32% degli intervistati prevede di rivendere la propria collezione per ottenere guadagni, una percentuale che sale al 42% tra i giovani della Gen Z.

L’equilibrio tra tradizione e innovazione caratterizza il collezionismo italiano, che si conferma uno stile di vita in continua evoluzione.

Pmi, digitalizzazione ed efficienza logistica: perchè è necessario aggiornarsi

Ibc, l’associazione industrie beni di consumo, promuove un ciclo di seminari sulla digitalizzazione al servizio delle Pmi. Con i recenti dati dell’inflazione in calo, la competitività delle industrie di beni di consumo è un fattore di particolare rilevanza dal punto di vista economico.
All’associazione fanno riferimento oltre 35mila industrie che producono beni di consumo, realtà italiane ed estere, operanti nei settori alimentare e non alimentare, che generano complessivamente un giro d’affari di 500 miliardi, e occupano in Italia oltre 1,1 milioni di persone.

L’obiettivo dei seminari è “coinvolgere, informare, formare le industrie associate – afferma il presidente dell’associazione, Flavio Ferretti -, così da incoraggiare l’adozione di soluzioni concrete per ridurre i costi operativi, migliorare la produttività e rafforzare la competitività sul mercato interno ed internazionale del tessuto industriale italiano”.

“Fornire strumenti adeguati al tessuto imprenditoriale”

Le Pmi rappresentano circa il 90% del tessuto imprenditoriale italiano, l’ossatura cardine in tutti i settori dell’economia italiana. Un tessuto, che per restare competitivo ha bisogno di aggiornarsi, adottando processi di digitalizzazione ed efficienza logistica.

“È necessario quindi fornire degli strumenti adeguati al tessuto imprenditoriale, ma alla volontà devono seguire i fatti – sottolinea Ferretti -. L’intenzione delle aziende di investire su queste tematiche esiste, ma poiché si tratta di realtà composte da poco personale, mancano tempi e competenze. La trasformazione digitale va affrontata, è urgente per tutte quelle piccole e medie imprese che hanno l’obiettivo di recuperare competitività”.

“Un mercato di alti prezzi e alti margini, ma bassi profitti”

“Questa sfida che passa da competenze, investimenti e piani a medio lungo termine, è fondamentale per garantire competitività e apertura verso nuovi mercati”, aggiunge il presidente di Piccola Industria Assolombarda, Mattia Macellari.

“Per le Pmi italiane c’è bisogno di colmare gap ultradecennali, perché le inefficienze e gli alti costi in filiera determinano un mercato fatto di alti prezzi e alti margini, ma bassi profitti – conferma Andrea Ausili, Cio di Gs1 Italy -. Una trasformazione digitale, l’adozione di regole e linguaggi comuni non è più rimandabile nel contesto odierno. Le sfide e le opportunità che la tecnologia ci mette a disposizione possono essere colte solo se sono stati assolti compiti e processi di base, che necessariamente devono essere consolidati prima di sviluppare nuove tecnologie”.

“Servono un sistema integrato e una strategia IT di lungo termine”

Uno dei problemi che affligge il tessuto delle Pmi italiane è la mancanza di comunicazione tra le aree aziendali, riporta Adnkronos. Per questo, “serve un sistema integrato che affronti le necessità delle varie aree di business e una strategia IT di lungo termine”, aggiunge Pierpaolo Mamone, consumer products sector leader di Deloitte.

Secondo Mamone, il tema da affrontare è quello dei dati che devono essere accessibili, accurati e completi. I dati sono “Il petrolio del futuro – continua Mamone -, hanno attributi fondamentali dai quali non si può prescindere e che richiedono investimenti”.

Google Maps, parte la lotta contro le recensioni false

Recensioni fake, addio. Google Maps ha infatti deciso di adottare misure più severe contro le recensioni false, cercando di garantire che le valutazioni pubblicate riflettano esperienze autentiche e affidabili. Questo nuovo approccio mira a proteggere l’integrità del sistema di recensioni, salvaguardando sia i consumatori sia le aziende “corrette”.

Limitazioni per chi utilizza recensioni fake

Se un’azienda viene scoperta a utilizzare recensioni false per migliorare il proprio punteggio, Google Maps interverrà limitando temporaneamente la pubblicazione di nuove recensioni e valutazioni. Inoltre, verrà mostrato un messaggio di avviso sulle pagine aziendali coinvolte, segnalando agli utenti che alcune recensioni sospette sono state rimosse. Questa politica mira a scoraggiare comportamenti scorretti, mettendo in evidenza le attività “dubbie” ai potenziali clienti.

La politica di restrizioni verrà estesa a livello globale  

Le restrizioni per le pagine aziendali che violano le politiche di Google hanno debuttato nel Regno Unito. Tuttavia, a partire da metà settembre, queste misure sembrano essere state estese globalmente, anche se al momento gli avvisi sono visibili solo agli utenti britannici. L’intento di Google è quello di implementare gradualmente questo sistema a livello internazionale, creando un ambiente più trasparente per chi utilizza il servizio Maps in tutto il mondo.

Cosa prevede la politica di Google

Le linee guida di Google sui contenuti vietati sono chiare: le recensioni devono rappresentare esperienze reali, senza distorsioni o influenze esterne. Le aziende non possono pubblicare contenuti che non riflettono accuratamente la realtà, né incentivare recensioni attraverso pagamenti, sconti o omaggi. Google monitora anche tentativi di manipolazione, come l’uso di più account o sistemi operativi modificati per simulare un coinvolgimento falso.

L’effetto delle nuove misure

Nonostante non sia del tutto chiaro come Google identifichi con precisione le recensioni fraudolente, l’effetto deterrente di queste nuove misure potrebbe essere importante. Essere segnalati pubblicamente come ‘inaffidabili’ potrebbe spingere molte aziende a rivedere le proprie strategie. Il messaggio di avviso visibile agli utenti, infatti, permette loro di prendere decisioni più informate, evitando luoghi che potrebbero non essere realmente all’altezza delle valutazioni mostrate.
Grazie a queste nuove restrizioni, Google spera di creare un ecosistema di recensioni più affidabile, veritiero e trasparente.

SambaSpy, il malware che attacca gli italiani: come difendersi?

Il Global Research and Analysis Team (GReAT) di Kaspersky ha individuato una sofisticata campagna malware, specificamente rivolta agli utenti italiani. Denominato “SambaSpy”, questo Remote Access Trojan (RAT) è progettato per infiltrarsi nei sistemi con impostazioni in lingua italiana.

Le funzionalità di SambaSpy includono la gestione del file system, il controllo della webcam, il furto di password e la gestione remota del desktop, rendendolo una minaccia estremamente pericolosa per i cittadini italiani. La campagna ha avuto inizio nel maggio 2024 e continua a essere attiva senza segnali di rallentamento.

Un attacco mirato 

A differenza della maggior parte dei malware, che colpiscono una vasta gamma di utenti in diversi Paesi, SambaSpy si distingue per la sua specificità. Gli aggressori hanno introdotto controlli per assicurarsi che solo i sistemi impostati in italiano siano bersagliati.
Giampaolo Dedola, Lead Cybersecurity Researcher di Kaspersky, ha sottolineato come questa strategia sia insolita, poiché i cybercriminali solitamente puntano a colpire il maggior numero di utenti possibile.

Due vie di infezione

Gli esperti hanno identificato due modalità di infezione utilizzate nella campagna. Una delle tecniche prevede l’invio di email di phishing apparentemente provenienti da aziende immobiliari italiane. Queste email invitano gli utenti a visualizzare una fattura, fornendo un link che reindirizza a un servizio cloud italiano o, in alcuni casi, a un server dannoso.
Se il sistema dell’utente utilizza uno dei browser più comuni (come Chrome, Edge o Firefox) in lingua italiana, viene scaricato un file PDF contenente il malware, avviando l’installazione di SambaSpy. 

I danni provocati da SambaSpy

SambaSpy è scritto in Java e utilizza tecniche di offuscamento sofisticate, come l’uso di Zelix KlassMaster. Questo malware consente agli aggressori di svolgere una serie di attività dannose, tra cui: gestione del file system e dei processi; controllo remoto della webcam e del desktop; furto di password dai browser più diffusi; caricamento e download di fiInstallazione di plugin aggiuntivi.

Nonostante il focus sugli utenti italiani, i ricercatori hanno rilevato forti legami con il Brasile. Alcuni elementi del codice di SambaSpy, come i commenti e i messaggi di errore, sono in portoghese brasiliano. Inoltre, l’infrastruttura utilizzata in questa campagna ha collegamenti con attacchi precedenti in Brasile e Spagna.

Obiettivo sicurezza

Kaspersky consiglia una serie di misure per proteggere le aziende, tra cui: evitare l’uso di servizi di remote desktop su reti pubbliche; Mantenere aggiornati VPN e software lato server; monitorare il traffico in uscita per individuare attività sospette: eseguire regolari backup dei dati; formare i dipendenti con corsi di sicurezza informatica.
Questi accorgimenti possono aiutare a prevenire attacchi futuri e mitigare i danni causati da minacce come SambaSpy.

Compravendite di abitazioni nel 2024: dove si registra la maggiore ripresa?

Nel secondo trimestre del 2024, il mercato immobiliare residenziale ha registrato una ripresa delle compravendite di abitazioni, secondo il rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate. In questo periodo, sono state vendute circa 186 mila abitazioni, con un incremento dell’1,2% rispetto allo stesso trimestre del 2023, invertendo il trend negativo del trimestre precedente, che aveva visto un calo del 7,2%.

L’andamento nelle grandi città: Milano e Firenze in calo

L’andamento del mercato immobiliare nelle otto principali città italiane mostra una situazione variegata. Milano e Firenze hanno subito forti cali, rispettivamente del 7,3% e dell’8,15%. In contrasto, Roma e Genova hanno visto un aumento delle compravendite, con crescite del 3,4% e del 3,9%. Questo dimostra come la ripresa non sia uniforme su tutto il territorio nazionale, con città come Bologna e Torino che presentano flessioni più contenute.

Aree periferiche in crescita

L’aumento degli scambi immobiliari è stato particolarmente rilevante nelle aree del Nord e del Centro Italia, con i comuni minori che hanno trainato la crescita. In queste aree, la variazione positiva è stata dell’1,6%, una percentuale superiore rispetto a quella registrata nei capoluoghi, dove la crescita è stata più modesta (+0,2%). Le abitazioni più richieste sono state quelle di piccole dimensioni, inferiori ai 50 metri quadrati, e quelle di grandi dimensioni, superiori ai 115 metri quadrati, entrambe con un aumento del 2% circa.

Aumenta il ricorso ai mutui ipotecari 

Un altro dato rilevante emerso dal rapporto riguarda l’aumento della quota di persone fisiche che hanno acquistato un’abitazione ricorrendo a un mutuo ipotecario, che ha superato il 40%, in crescita rispetto al trimestre precedente. Questo indica un maggiore accesso al credito per l’acquisto di immobili, soprattutto nelle aree del Nord e del Centro Italia.

Lo stato di salute del mercato delle locazioni

Il mercato delle locazioni, invece, ha registrato una flessione nel secondo trimestre del 2024, con una diminuzione del 2,7% nel numero di nuovi contratti rispetto allo stesso periodo del 2023. Tuttavia, sono aumentati i contratti transitori (+1,3%) e quelli agevolati per studenti, con un incremento del 4,5% per le abitazioni locate interamente e del 25,7% per porzioni di esse. Il canone complessivo ha superato i 1,3 miliardi di euro, in crescita su base annua.

YouTube: al via nuove misure di sicurezza per gli adolescenti

Proteggere i minori è una delle priorità di tutte le piattaforme on line. Le più recenti novità in questo ambito arrivano da YouTube, che ha annunciato l’implementazione di una serie di misure di sicurezza dedicate agli adolescenti, con l’obiettivo di tutelare meglio i giovani utenti della piattaforma, sia a livello globale sia in Italia.
Queste iniziative, riferisce Ansa, includono una serie di restrizioni sui contenuti potenzialmente dannosi e strumenti di supporto per la salute mentale, oltre a una nuova funzione di supervisione per i genitori.

Limitazioni sui contenuti potenzialmente dannosi

Una delle principali novità riguarda la limitazione dei video consigliati che promuovono confronti fisici o mostrano comportamenti socialmente aggressivi, come scontri e intimidazioni, anche se non fisici. Questo tipo di contenuti può influenzare negativamente la percezione di sé negli adolescenti, e YouTube sta adottando misure per ridurre la loro diffusione tramite l’algoritmo dei suggerimenti.
In questo modo, la piattaforma spera di creare un ambiente più sicuro per i giovani, proteggendoli da contenuti che potrebbero minare la loro autostima o incoraggiare atteggiamenti dannosi.

“Riquadri” per favorire la salute mentale

YouTube ha introdotto anche in Italia nuovi strumenti di supporto in caso di crisi emotive. Questi riquadri, visibili durante la navigazione, offrono informazioni utili e risorse per chi cerca aiuto in situazioni di emergenza legate al suicidio o all’autolesionismo. L’obiettivo è fornire un accesso rapido a risorse di supporto professionale per chiunque ne abbia bisogno, promuovendo una maggiore consapevolezza e accesso ai servizi di salute mentale.

Supervisione per genitori e adolescenti

Un’altra novità significativa è l’introduzione di una nuova esperienza di supervisione che permette ai genitori di collegare i propri account a quelli dei loro figli adolescenti. Questo strumento consente ai genitori di ricevere notifiche e insight sull’attività dei propri figli su YouTube, facilitando così il dialogo e offrendo la possibilità di guidarli verso un uso responsabile della piattaforma. Il sistema mira a creare un ambiente collaborativo, dove i genitori possono fornire consigli in tempo reale e monitorare la creazione di contenuti da parte dei ragazzi.

Collaborazioni con esperti e progetti futuri

Le nuove misure sono state sviluppate in collaborazione con il Youth and Families Advisory Committee di YouTube, un gruppo di esperti in sviluppo infantile, apprendimento digitale e media per bambini. Inoltre, YouTube ha stretto una partnership con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per creare risorse pubbliche sul benessere online degli adolescenti.

La piattaforma ha dichiarato che ulteriori iniziative saranno lanciate in futuro per migliorare la sicurezza e il benessere digitale dei giovani utenti.

Manca personale: in crisi la transizione digitale delle imprese italiane

Trovare personale qualificato e formato è sempre più difficile. Per questa ragione, la trasformazione digitale delle imprese italiane sta affrontando un serio rallentamento. Lo rivela un’indagine condotta da Confartigianato, che ha evidenziato che le aziende necessitano di circa 699.000 lavoratori con competenze avanzate in ambito digitale e Industria 4.0, ma solo il 51,8% di questi posti di lavoro può essere coperto con le risorse attualmente disponibili.

Si tratta di un gap significativo di circa 362.000 lavoratori, che dovrebbero avere competenze in tecnologie come intelligenza artificiale, cloud computing, Internet of Things (IoT), data analytics, big data, realtà virtuale e aumentata, e blockchain.

La diffusione della notizia sui media

La rilevazione di Confartigianato ha avuto una vasta risonanza sui media italiani. Il 21 agosto, i principali quotidiani nazionali, insieme a numerose testate locali e portali di informazione, hanno dedicato ampi approfondimenti al tema. Inoltre, vari telegiornali tra cui Tg5, Tgcom24, Tg1, Tg2, e la rubrica Focus Economia di Radio24 hanno trasmesso servizi riguardanti questa problematica, sottolineando la necessità di trovare una soluzione al più presto.

Le regioni più colpite dalla mancanza di personale qualificato

Confartigianato ha anche stilato una classifica delle regioni italiane dove la carenza di personale qualificato è più acuta. In testa alla classifica regionale si trova il Trentino-Alto Adige, dove il 65,8% dei posti di lavoro con competenze digitali richieste rimane vacante. Segue il Friuli-Venezia Giulia con il 62,6%, l’Umbria con il 60,3%, e le Marche con il 57,1%.

Anche altre regioni come Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia e Abruzzo presentano percentuali di posti vacanti superiori alla media nazionale, evidenziando una difficoltà diffusa su tutto il territorio italiano.

Le province con il maggior divario tra domanda e offerta

A livello provinciale, la situazione è ancora più critica. Bolzano guida la classifica con il 69,2% dei posti di lavoro altamente qualificati difficili da coprire. Altre province con un alto mismatch tra domanda e offerta includono Trieste, Terni, Udine e Cuneo, tutte con percentuali superiori al 65%. Province come Lucca, Lodi, Gorizia e Trento mostrano anch’esse significative difficoltà nel trovare lavoratori con le competenze digitali necessarie.

Le strategie delle imprese per colmare il gap

Per far fronte alla carenza di personale qualificato, le imprese italiane stanno adottando diverse strategie. Secondo il rapporto di Confartigianato, il 32,6% dei piccoli imprenditori ha puntato su aumenti salariali per attrarre e trattenere talenti, mentre il 28,5% ha optato per una maggiore flessibilità negli orari di lavoro. Un altro 24,9% delle imprese sta cercando di collaborare più strettamente con le scuole, in particolare quelle tecniche e professionali.

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha sottolineato l’importanza di un’adeguata politica formativa e di un dialogo costante tra scuola, sistema educativo professionale e imprese per sostenere la transizione digitale delle aziende italiane.

Vacation Shaming, perchè richiedere le ferie è motivo di stress?

Per molti lavoratori italiani, agosto rappresenta il mese ideale per staccare la spina dal lavoro e godersi le meritate vacanze estive. Tuttavia, per alcuni, richiedere ferie non è un processo privo di difficoltà. Un recente sondaggio di The Adecco Group, come riferisce Adnkronos, rivela che il 58% dei lavoratori ha sperimentato, almeno una volta, il fenomeno del Vacation Shaming.

Questo termine descrive la situazione in cui i lavoratori si sentono colpevoli o temono conseguenze negative per aver richiesto giorni di vacanza. Il problema colpisce in particolare i Millennials e la Gen Z, che spesso temono di subire ripercussioni lavorative o di entrare in conflitto con colleghi e superiori.

Il fenomeno del Vacation Shaming

Il Vacation Shaming è alimentato da diverse cause. Tra queste, il carico di lavoro è il principale fattore deterrente per il 28% degli intervistati. Inoltre, il 17% dei lavoratori evita di richiedere ferie temendo un giudizio negativo da parte del proprio capo. Infine, il 13% rinuncia a prendere giorni di vacanza per non sentirsi in colpa verso i colleghi, che potrebbero dover sopportare un carico di lavoro maggiore in loro assenza.

La necessità di creare un ambiente di lavoro sano

Secondo Monica Magri, direttrice delle risorse umane di The Adecco Group Italia, il timore e i sensi di colpa sono sentimenti diffusi soprattutto tra le nuove generazioni. Per affrontare questi problemi, è fondamentale creare un ambiente di lavoro che favorisca il dialogo e promuova modelli di business sostenibili.

L’obiettivo deve essere quello di costruire una cultura aziendale che tuteli la salute psicofisica dei dipendenti, dove la collaborazione e l’organizzazione del lavoro siano strumenti per uscire da dinamiche tossiche e trovare un equilibrio tra vita lavorativa e personale.

Stress e salute mentale: le priorità dei lavoratori

Il sondaggio Global Workforce of the Future condotto da The Adecco Group nel 2023 evidenzia che oltre un terzo dei lavoratori italiani ha sofferto di stress lavorativo estremo, causato principalmente da un eccessivo carico di lavoro e responsabilità. Per contrastare questi problemi, i lavoratori ritengono fondamentale il rispetto dei periodi di ferie (18%), il riconoscimento degli obiettivi raggiunti (34%) e una gestione realistica delle aspettative lavorative (20%).

La responsabilità di tutelare il benessere dei dipendenti ricade principalmente sui manager e leader aziendali, considerati responsabili dal 48% degli intervistati.

Tecnologia di consumo rallenta ancora: I semestre 2024 fatturato -4,7%

La conferma arriva dai dati GfK Market Intelligence relativi al I semestre 2024: prosegue il trend negativo della domanda italiana di beni tecnologici, che continuano a vivere una fase di rallentamento.
In particolare, il mercato italiano della Tecnologia di consumo ha segnato una flessione del fatturato pari al -4,7% a valore rispetto allo stesso periodo del 2023, attestandosi a 7 miliardi di euro.

Qualche spiraglio arriva dai dati più recenti. Nel mese di giugno il mercato dei prodotti tecnologici, pur rimanendo in area negativa (-1,4% a valore), mostra segnali di stabilizzazione. Ma in generale, lo scenario evidenzia una persistente debolezza del settore dopo le vendite record registrate negli anni della pandemia.

Tutti i segmenti col segno meno tranne il Piccolo Elettrodomestico

La negatività riguarda sia le vendite effettuate sui canali tradizionali, diminuite del -5,3% rispetto al primo semestre del 2023, sia quelle effettuate sul canale online, anche se in maniera più limitata. In questo caso il calo è stato del -2,9% a valore.

Nel periodo analizzato, risultano negativi tutti i segmenti che compongono la Tecnologia di consumo, a eccezione del Piccolo Elettrodomestico, che cresce del +5,8% rispetto ai primi sei mesi 2023.
In particolare, tra i prodotti più importanti per giro d’affari si segnala la crescita delle vendite di Aspirapolvere (+2,4%).

Ma a giugno Elettronica di Consumo +6,3% a valore

Perde terreno rispetto allo scorso anno la Telefonia (-4,3% a valore) che si conferma come il settore più importante per giro d’affari generato.
In questo comparto, i dati GfK evidenziano una contrazione della domanda di Smartphone (-4,5%), parzialmente compensata dalla crescita delle vendite di Smartwatch con SIM (+4,5%).

Tra i settori che hanno registrato le performance peggiori nel primo semestre del 2024 ci sono la Fotografia (-12,4%) e l’Elettronica di Consumo (-10,2%), quest’ultima da tempo alle prese con un calo della domanda.
Il mese di giugno, tuttavia, ha mostrato un rimbalzo del +6,3% a valore per l’Elettronica di Consumo, un segnale incoraggiante attribuibile in parte ai grandi eventi sportivi dell’estate 2024 (Campionati europei di calcio e Olimpiadi), che hanno spinto molti italiani ad acquistare un nuovo televisore.

L’Home Comfort alle prese con un inizio estate anomalo

Quanto alle vendite dell’Home Comfort (-0,2%) nella prima parte dell’anno mostrano una leggera flessione. Questo settore, sempre meno legato ai ritmi stagionali, sembra aver risentito di un inizio estate anomalo, con precipitazioni abbondanti e temperature sotto la media in molte zone d’Italia, ma nel mese di giugno ha visto tornare il segno positivo (+1,8% rispetto a giugno 2023).

Anche il settore dell’Information Technology/Office e il Grande Elettrodomestico chiudono il semestre in negativo, registrando rispettivamente un calo delle vendite del -8,7% e del -4,6% a valore.
In questo caso, nemmeno il mese di giugno ha invertito questa tendenza.